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>>>ANSA/ Tsunami Internet,a rischio teenager in rete 3ore giorno
Pediatri, mangiano peggio, bevono e fumano di piu',male a scuola
08 maggio, 17:37 (di Manuela Correra)
(ANSA) - ROMA, 8 MAG - Internet come uno Tsunami nella vita
degli adolescenti. I ragazzi che 'navigano' piu' di 3 ore al
giorno, infatti, hanno stili di vita di gran lunga peggiori
rispetto ai loro coetanei: mangiano peggio, bevono e fumano di
piu' e leggono meno. Il dato emerge dall'Osservatorio della
Societa' italiana di pediatria (Sip) su 'Abitudini e stili di
vita degli adolescenti italiani', che indaga annualmente su un
campione nazionale di 2.000 adolescenti che frequentano la terza
media (12-14 anni). A tracciare un quadro tutt'altro che
tranquillizzante circa le conseguenze che un uso eccessivo della
rete puo' determinare sui piu' giovani, sono gli esperti in
occasione del 69/mo Congresso nazionale Sip apertosi a Bologna.
Gli adolescenti che navigano su Internet per piu' di 3 ore al giorno (21,3% del totale) hanno infatti abitudini alimentari peggiori, sono piu' inclini al rischio, fumano e bevono di piu', hanno un rendimento scolastico inferiore e comportamenti sessuali piu' 'adultizzati'. I numeri lo dimostrano: se, ad esempio, va bene a scuola il 52,6% del campione di teen-ager considerato, la percentuale scende al 36,5% tra i ragazzi che navigano in rete piu' di 3 ore al di'. Ancora: dichiara di fare ''cose rischiose'' il 24% del campione, ma la cifra sale al 40% tra gli 'over 3 ore in rete'; cosi', se nel campione generale fuma il 32%, si e' ubriacato il 16% e non fa sport il 17%, tali percentuali salgono rispettivamente al 52%, 31% e 30% tra i giovani che stanno piu' di 3 ore in rete, passati dall'8,6% nel 2008 al 21,3% nel 2012. Per non parlare di Facebook, pressoche' inesistente tra gli adolescenti nel 2008 e sul quale oggi ha un proprio profilo circa l'80%. Ma c'e' un altro dato che preoccupa: ''La fruizione sempre piu' massiccia di Internet e, quindi, la sempre maggiore conoscenza dello strumento - commenta Maurizio Tucci, curatore delle indagini SIP e Presidente della Associazione Laboratorio Adolescenza - invece di indurre i giovani ad atteggiamenti piu' prudenti, li spinge a essere sempre piu' trasgressivi''. Qualche esempio? Tra i ragazzi che usano di piu' la rete, il 27% ha messo in rete proprie foto ose' (contro l'11% del campione generale), il 25% ha dato il proprio numero di telefono ad uno sconosciuto (contro il 16%), il 15% ha fatto sesso virtuale con sconosciuti (contro il 5%) e il 21% si e' incontrato con persone contattate in rete (contro il 12%).
''Non si tratta comunque - spiega Federico Tonioni, responsabile del Centro per le Dipendenze da Internet del Policlinico Gemelli di Roma - di situazioni patologiche. Il problema nasce pero' quando la vita in Rete non e' piu' in funzione della vita reale ma diventa una realta' esclusiva.
Presso la nostra struttura arrivano ragazzi con segni iniziali di ritiro sociale, fino al raggiungimento di forme estreme caratterizzate da abbandono scolastico e tendenza a trascorrere online tutto il tempo a disposizione''. A questo si aggiunge che i grandi fruitori di Internet trascorrono anche piu' di tre ore al giorno davanti alla TV (17,3 contro 29,3%), il che ne fa veri e propri 'videodipendenti'. Da qui il consiglio degli esperti: ''I genitori devono porre limiti a certi comportamenti, perche' questo significa essere presenti e aiuta i figli a riconoscere i propri confini. Soprattutto in adolescenza - conclude Tonioni - il conflitto rappresenta una delle forme piu' autentiche di comunicazione tra genitori e figli, mentre l'alternativa potenzialmente piu' dannosa e' proprio la compiacenza''. (ANSA).
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Gli adolescenti che navigano su Internet per piu' di 3 ore al giorno (21,3% del totale) hanno infatti abitudini alimentari peggiori, sono piu' inclini al rischio, fumano e bevono di piu', hanno un rendimento scolastico inferiore e comportamenti sessuali piu' 'adultizzati'. I numeri lo dimostrano: se, ad esempio, va bene a scuola il 52,6% del campione di teen-ager considerato, la percentuale scende al 36,5% tra i ragazzi che navigano in rete piu' di 3 ore al di'. Ancora: dichiara di fare ''cose rischiose'' il 24% del campione, ma la cifra sale al 40% tra gli 'over 3 ore in rete'; cosi', se nel campione generale fuma il 32%, si e' ubriacato il 16% e non fa sport il 17%, tali percentuali salgono rispettivamente al 52%, 31% e 30% tra i giovani che stanno piu' di 3 ore in rete, passati dall'8,6% nel 2008 al 21,3% nel 2012. Per non parlare di Facebook, pressoche' inesistente tra gli adolescenti nel 2008 e sul quale oggi ha un proprio profilo circa l'80%. Ma c'e' un altro dato che preoccupa: ''La fruizione sempre piu' massiccia di Internet e, quindi, la sempre maggiore conoscenza dello strumento - commenta Maurizio Tucci, curatore delle indagini SIP e Presidente della Associazione Laboratorio Adolescenza - invece di indurre i giovani ad atteggiamenti piu' prudenti, li spinge a essere sempre piu' trasgressivi''. Qualche esempio? Tra i ragazzi che usano di piu' la rete, il 27% ha messo in rete proprie foto ose' (contro l'11% del campione generale), il 25% ha dato il proprio numero di telefono ad uno sconosciuto (contro il 16%), il 15% ha fatto sesso virtuale con sconosciuti (contro il 5%) e il 21% si e' incontrato con persone contattate in rete (contro il 12%).
''Non si tratta comunque - spiega Federico Tonioni, responsabile del Centro per le Dipendenze da Internet del Policlinico Gemelli di Roma - di situazioni patologiche. Il problema nasce pero' quando la vita in Rete non e' piu' in funzione della vita reale ma diventa una realta' esclusiva.
Presso la nostra struttura arrivano ragazzi con segni iniziali di ritiro sociale, fino al raggiungimento di forme estreme caratterizzate da abbandono scolastico e tendenza a trascorrere online tutto il tempo a disposizione''. A questo si aggiunge che i grandi fruitori di Internet trascorrono anche piu' di tre ore al giorno davanti alla TV (17,3 contro 29,3%), il che ne fa veri e propri 'videodipendenti'. Da qui il consiglio degli esperti: ''I genitori devono porre limiti a certi comportamenti, perche' questo significa essere presenti e aiuta i figli a riconoscere i propri confini. Soprattutto in adolescenza - conclude Tonioni - il conflitto rappresenta una delle forme piu' autentiche di comunicazione tra genitori e figli, mentre l'alternativa potenzialmente piu' dannosa e' proprio la compiacenza''. (ANSA).








