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Diabete: per prevenirlo 150 minuti movimento a settimana
Consigli esperti, al bando la sedentarieta'
28 febbraio, 12:02 (ANSA) - ROMA, 28 FEB - Camminare a passo svelto almeno 150
minuti a settimana, ma anche fare le scale e alzarsi spesso
dalla sedia o dal divano. E' nel movimento la chiave per la
prevenzione del diabete: ridurre la sedentarieta' di 90 minuti
al giorno, in particolare, apporta grandi benefici alla salute.
A illustrare i benefici dell'attivita' fisica contro il diabete e' il prof. Pierpaolo De Feo, direttore del Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attivita' Motoria (C.U.R.I.A.MO.) dell'Universita' di Perugia ed esperto della Societa' italiana di diabetologia (Sid) per quanto riguarda esercizio fisico e diabete.
''Gli studi di intervento dimostrano che il miglioramento dello stile di vita, inteso come sana alimentazione e regolare attivita' fisica - spiega De Feo - comporta una riduzione del 50-60% del rischio di comparsa di diabete in persone ad alto rischio, cioe' in quelle che gia' presentano un'alterazione dell'intolleranza ai carboidrati''. La parola d'ordine e combattere la sedentarieta' (ore seduti in ufficio, auto, davanti alla tv, videogiochi, etc.), dato che rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo di obesita', insulino-resistenza, sindrome metabolica e diabete di tipo 2.
Via libera quindi all'esercizio fisico, meglio se tre volte a settimana e di intensita' media.
''Non sono necessari sforzi titanici per ridurre il rischio di diabete e migliorare lo stato di salute - sottolinea il prof.
Stefano Del Prato, presidente della Societa' Italiana di Diabetologia -. E' vero, una prolungata e 'routinaria' attivita' sedentaria si associa ad un aumentato rischio di sviluppare diabete ma brevi interruzioni, qualche passo in ufficio, fare la rampa di scale per parlare con il collega del piano di sopra o di sotto, fare un giro intorno alla scrivania di tanto in tanto potrebbe gia' rappresentare una risorsa incredibile''. (ANSA).
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A illustrare i benefici dell'attivita' fisica contro il diabete e' il prof. Pierpaolo De Feo, direttore del Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attivita' Motoria (C.U.R.I.A.MO.) dell'Universita' di Perugia ed esperto della Societa' italiana di diabetologia (Sid) per quanto riguarda esercizio fisico e diabete.
''Gli studi di intervento dimostrano che il miglioramento dello stile di vita, inteso come sana alimentazione e regolare attivita' fisica - spiega De Feo - comporta una riduzione del 50-60% del rischio di comparsa di diabete in persone ad alto rischio, cioe' in quelle che gia' presentano un'alterazione dell'intolleranza ai carboidrati''. La parola d'ordine e combattere la sedentarieta' (ore seduti in ufficio, auto, davanti alla tv, videogiochi, etc.), dato che rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo di obesita', insulino-resistenza, sindrome metabolica e diabete di tipo 2.
Via libera quindi all'esercizio fisico, meglio se tre volte a settimana e di intensita' media.
''Non sono necessari sforzi titanici per ridurre il rischio di diabete e migliorare lo stato di salute - sottolinea il prof.
Stefano Del Prato, presidente della Societa' Italiana di Diabetologia -. E' vero, una prolungata e 'routinaria' attivita' sedentaria si associa ad un aumentato rischio di sviluppare diabete ma brevi interruzioni, qualche passo in ufficio, fare la rampa di scale per parlare con il collega del piano di sopra o di sotto, fare un giro intorno alla scrivania di tanto in tanto potrebbe gia' rappresentare una risorsa incredibile''. (ANSA).








