Attivita' fisica riduce mortalita' in dializzati
nefrologi, sport come 'farmaco'
18 febbraio, 11:25MILANO - Un'attivita' fisica continua e costante riduce significativamente la mortalita' di pazienti sottoposti a dialisi. Lo dimostra uno studio uscito sulla rivista CJASN (Clinical Journal of American Society of Nephrology), condotto su 202 pazienti emodializzati seguiti per sette anni.
''Lo studio dimostra che i soggetti dializzati che hanno praticato attivita' fisica per almeno 50 minuti, tre volte la settimana, hanno una significativa riduzione del rischio di morte – spiega Giancarlo Marinangeli, segretario della Societa' Italiana di Nefrologia (Sin) – . In particolare, predice che ogni aumento di 10 minuti di attivita' fisica riduce del 12% il rischio di mortalita'''.
Partendo da questo studio la Sin propone di fare una grande sperimentazione su soggetti non solo con insufficienza renale in trattamento dialitico, ma anche nella fase avanzata dell' insufficienza renale e nei soggetti portatori di trapianto del rene.
''Si tratta di definire con grande rigore – precisa Marinangeli - il tipo e l'entita' dell'attivita' fisica e cercare di stabilirne con metodologia scientifica i vantaggi ed eventualmente i limiti. Si potra' cosi' stabilire, su un adeguato numero di soggetti, quando e in che range l'attivita' fisica possa essere considerata un vero e proprio 'farmaco' per i pazienti nefropatici''. (ANSA).








