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Farmaci equivalenti non decollano in ospedali

Sono 22,4% di quelli a brevetto scaduto, pressione su prezzo

13 ottobre, 11:32
Il sottosegretario al ministero della Salute Vito De Filippo, durante l'assemblea Pubblica Assogenerici Il sottosegretario al ministero della Salute Vito De Filippo, durante l'assemblea Pubblica Assogenerici

ROMA - I farmaci generici stentano a decollare negli ospedali, con la loro quota che è solo il 22,4% del totale di quelli a brevetto scaduto. Lo afferma uno studio di Nomisma presentato all'assemblea pubblica di Assogenerici.

Dai farmaci a brevetto scaduto, sottolinea il documento, si stanno ottenendo grandi vantaggi economici. "I farmaci non più coperti da brevetto rappresentano nel 2015 il 27% delle dosi consumate - si legge nel rapporto - ma a livello di valore incidono solo per il 2,1% della spesa, riflettendo sia l'enorme divario di prezzo con i farmaci innovativi sia la costante pressione sui prezzi alla quale i farmaci a brevetto scaduto sono sottoposti tramite le procedure di gara ospedaliere".

Proprio la pressione sui prezzi, ha rivelato il rapporto, ha portato ad un aumento del numero di gare che vanno deserte, ormai un quarto del totale (il 27% nel 2015) con un rischio sempre maggiore dell'interruzione delle forniture.

Dal rapporto risulta in crescita, ma sempre bassa, la quota di generici nei farmaci di fascia C, quelli non rimborsabili, arrivata al 7,8% del valore. Risulta stabile da tre anni, al 29%, la quota nel mercato dei farmaci di classe A, quelli rimborsabili. La situazione, ha evidenziato un rapporto di Ims Health presentato sempre alla conferenza, vede forti differenze regionali, con il paradosso che le regioni in piano di rientro sono quelle con le percentuali più basse. "Fra la Campania e la Provincia di Trento o la Lombardia - hanno spiegato gli esperti di Ims -, nonostante la differenza di Pil pro capite c'è un 50% di differenza nell'utilizzo dei generici a favore delle seconde".

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