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Sclerosi Multipla, speranze anche per forme progressive

Al via primo test farmaco che potrebbe rallentare malattia

26 maggio, 11:07

ROMA - Dopo anni in cui le forme progressive della sclerosi multipla non avevano terapie finalmente è iniziato un test clinico di un farmaco che potrebbe almeno rallentare la malattia. Se ne è parlato durante il congresso della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, che ha presentato i progressi della Progressive Multiple Sclerosis Alliance, alleanza mondiale di cui fa parte anche l'Italia.

Ocrelizumab, hanno spiegato gli esperti, è l'unica molecola, finora, che è risultata efficace nelle forme progressive ed è attualmente in fase avanzata di studio come strategia terapeutica utile nelle fasi precoci della fase progressiva di malattia. "Dunque, quando questa molecola approvata definitivamente dalle Agenzie regolatorie, le persone con certe caratteristiche di SM progressiva potranno avere positivi vantaggi di riduzione della velocità di progressione della disabilità - spiega Giancarlo Comi dell'istituto san Raffaele di Milano -. Ma, allo stesso momento, risulta chiaro che per influenzare la vera fase degenerativa di malattia dobbiamo usare strategie diverse e assai verosimilmente dovremo combinarle".

Due le strategie su cui gli scienziati stanno lavorando: combattere la residua attività infiammatoria ancora presente nelle forme progressive, che vede nella disfunzione del sistema immunitario a livello periferico il suo bersaglio fondamentale; e agire dentro il sistema nervoso centrale su alcuni meccanismi.

Fra i diversi possibili target terapeutici individuati ci sono i mitocondri, la "macchinetta" che fornisce energia al sistema nervoso centrale. Allo studio anche strategie per proteggere e rinforzare i meccanismi di riparazione del danno che già si è verificato. Una delle più interessanti è quella che sfrutta le cellule staminali di derivazione cutanea, le cosiddette Pluripotent Induced Stem cell (IPSC). Ugualmente sono di grande interesse gli studi genetici sui fattori che influenzano la modulazione del decorso di malattia.