Percorso:ANSA > Salute e Benessere > Speciali ed eventi > Salute: Kandel, qui formazione ottima, ma problema è lavoro

Salute: Kandel, qui formazione ottima, ma problema è lavoro

Nobel a Festival scienza Medica Bologna parla a platea giovani

20 maggio, 11:53
Il nobel Eric Kandel Il nobel Eric Kandel

BOLOGNA  - "Ho fatto scienza per tanti anni e formazione per tanti anni. In questi decenni di esperienza ho potuto lavorare con molti italiani. Studenti straordinari che sono venuti da me negli Usa, con una base scientifica e di conoscenza davvero straordinaria, nella fisica, nella biologia. Pertanto la formazione qui in Italia è davvero ottima. Il problema è che quando sono tornati hanno avuto problema a trovare lavoro". Parola del nobel Eric Kandel, uno dei più grandi neuroscienziati del XX secolo, a Bologna per la seconda edizione del Festival della Scienza Medica.
Festival al quale ha dato il via ufficialmente con una lettura che è seguita alla cerimonia inaugurale - con i saluti del presidente della Fondazione Carisbo, Leone Sibani, del rettore dell'Alma Mater, Francesco Ubertini e dell'ideatore di questo appuntamento, il presidente di Genus Bononiae, Fabio Roversi Monaco.
'Arte, mente e cervello dalla Grande Vienna ai nostri giorni' - questo il titolo dell'intervento che ha tenuto ferme nelle stanze di Palazzo Re Enzo oltre mille persone e, soprattutto, tanti giovani che, al termine, hanno fatto la coda per una firma su un libro o su un manuale. Per una foto o una stretta di mano. "E' importante che ci sia questo entusiasmo - ha detto Kandel al termine dell'incontro - e per me è stato davvero un onore essere qui e parlare a tanti giovani. Perché la scienza è fondamentale per tutta la società e bisogna che tutta la società capisca che la scienza è qualcosa di comprensibile, qualcosa di godibile. Che è correlata all'arte che è correlata alla musica che è qualcosa che è parte integrante della nostra vita".
Parlare di scienza a un vasto pubblico. In un Paese e in un momento storico in cui di scienza si parla poco e spesso male. E questa materia è troppo spesso ai margini del discorso pubblico e quindi della vita politica: "Il ruolo dei politici - ha spiegato il Nobel - cambia da Paese a Paese. Ad esempio negli Usa il presidente Obama è molto consapevole dell'importanza del cervello per cui sono state finanziate notevoli iniziative per la migliore comprensione del cervello. Adesso negli Stati Uniti tutti stanno capendo che abbiamo tante malattie che riguardano il cervello che non comprendiamo: l'Alzheimer, il Parkinson, la malattia di Huntington, la schizofrenia, il disturbo bipolare. Pertanto dobbiamo meglio studiarlo, dobbiamo trattarlo meglio".
Un meglio che, per Kandel, sta arrivando. Perché se dalla città dove per prima la medicina è stata studiata in un'Università, gli si chiede quale sono le prospettive per i prossimi 50 anni la risposta è "Meravigliose. Io credo che le prospettive sono meravigliose da un punto di vista del progresso scientifico perché stiamo capendo sempre di più del cervello, io credo che stiamo capendo sempre di più del morbo di Alzheimer ad esempio. E pertanto le neuroscienze nel futuro faranno davvero tanti progressi proprio perché abbiamo una comprensione dei meccanismi che prima non riuscivamo ad avere e sulla base di questo troveremo anche delle terapie adeguate. Ritengo pertanto che i prossimi 50 anni, i prossimi 100 anni saranno l'età dell'oro delle neuroscienze a Bologna, in Italia e nel mondo intero".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA