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Sclerosi Multipla, solo un neurologo ogni 300 pazienti

Scarsa assistenza anche su territorio, piano in solo sei regioni

26 maggio, 11:08

ROMA - Solo sei Regioni in Italia hanno adottato un percorso diagnostico terapeutico assistenziale per le persone con Sclerosi Multipla, mentre nei centri clinici specializzati c'è un neurologo ogni 300 pazienti e un infermiere ogni 195 assistiti, numeri assolutamente inadeguati. Lo afferma il Barometro della malattia presentato dall'Aism e dalla sua Fondazione in occasione della settimana di sensibilizzazione sulla malattia, dal 21 al 29 maggio.

Il documento presenta una mappa della rete italiana dei Centri clinici per la SM, dove vengono seguite oltre 80.000 persone. Oltre al Centro, sottolineano gli esperti, le persone con SM dovrebbero avere come riferimento la rete dei servizi territoriali, il cui funzionamento è definito dai Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA). Solo 6 Regioni ne hanno adottato uno (Sicilia, Veneto, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Puglia), mentre altre 7 lo stanno elaborando (Lombardia, Sardegna, Umbria, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria). Il risultato è che il 70% di chi ha una disabilità grave riceve aiuto solo dalla famiglia e il 38% delle persone con SM indica l'accesso ai servizi riabilitativi come una delle maggiori difficoltà. "Per poter intervenire in modo efficace sulle diverse realtà - afferma Roberta Amadeo, Presidente dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla - è essenziale partire da una conoscenza del fenomeno che permetta di leggere con serietà, rigore e metodo la realtà e capire quali sono i bisogni insoddisfatti ed i percorsi di concretizzazione dei diritti effettivamente agiti o ancora negati".