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Sclerosi multipla,fino 117 visite/mese per ciascun neurologo

Pazienti soddisfatti, ma per esperti mancano metà delle risorse

05 maggio, 17:04

MILANO - Un neurologo che lavora all'interno di un Centro per la cura della sclerosi multipla visita ogni mese un numero di pazienti che può andare da 30 a 117. Ciascun paziente, poi, in base al decorso della sua malattia deve seguire visite periodiche: una volta ogni 3 mesi, quando tutto va bene, o fino a 2 o più volte al mese se è necessario un controllo più stringente. Il grande carico di lavoro degli specialisti (e le difficoltà che affrontano ogni giorno) è stato fotografato dalla ricerca "La gestione della Sclerosi Multipla oggi", commissionata da Teva Italia e presentata oggi a Milano per inaugurare il convegno Best Evidences in Multiple Sclerosis (Bems).

La ricerca, condotta da Doxa Pharma, ha coinvolto 80 neurologi che lavorano in 43 centri per la sclerosi multipla di tutt'Italia, e 90 pazienti. "L'80% dei pazienti - spiega Paola Parenti, vice presidente di Doxa Pharma - giudica buono o ottimo il servizio erogato dai centri; l'88% dei medici, a sua volta, dà voti molti alti sul proprio grado di gratificazione lavorativa e sul rapporto che si è instaurato con le persone. Non a caso per loro i clinici sono sempre a disposizione, 24 ore su 24, via telefono, sms o whatsApp".

"I clinici però - aggiunge Leandro Provinciali, Presidente della Società Italiana di Neurologia - pagano un prezzo molto alto per garantire questo livello di eccellenza; il numero di pazienti è aumentato rispetto a dieci anni fa, grazie alla diagnosi precoce e alle terapie che consentono di tenere sotto controllo la malattia per molti anni. Le risorse oggi a disposizione sono quasi la metà di quelle idealmente necessarie per una corretta gestione dei centri per la sclerosi multipla".

Se da un lato i pazienti sono soddisfatti del livello di servizio, dall'altro c'è un 81% di loro che "si rende conto che il carico gestionale dei clinici è troppo elevato - continua Paola Parenti - ed è preoccupato che il sistema sia al collasso. Le persone con sclerosi multipla temono che in futuro il sistema possa non essere più in grado di garantire gli attuali standard qualitativi. Per questo occorrono risposte concrete in grado di assicurare la sostenibilità del sistema".

Mettere al centro il paziente è anche l'obiettivo di Teva, "che da sempre si muove in questo senso - conclude Hubert Puech d'Alissac, amministratore delegato di Teva Italia - il benessere delle persone ci guida ogni giorno. Ascoltiamo i loro bisogni e li traduciamo attraverso la tecnologia e la scienza, in farmaci, dispositivi e servizi in grado non solamente di curare, ma anche di aiutare il paziente a mantenere il percorso terapeutico individuato dal medico e una buona qualità della vita".

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