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70mila italiani con sclerosi multipla, casi in aumento

Esperti, una sfida in parte vinta, modello da esportare

08 maggio, 10:34
Giancarlo Comi, Direttore della Neurologia al San Raffaele di Milano Giancarlo Comi, Direttore della Neurologia al San Raffaele di Milano

MILANO - "Sono 70mila gli italiani colpiti da sclerosi multipla, e il loro numero è destinato ad aumentare". A confermarlo è Giancarlo Comi, Direttore della Neurologia al San Raffaele di Milano, che però precisa: "Quella con la sclerosi multipla è una sfida in parte vinta", perché grazie alle cure innovative si è trasformata in una patologia cronica, e "il suo modello un giorno potrebbe essere trasferito anche ad altre patologie".

Il professore ne ha parlato oggi a Milano nel presentare il convegno Best Evidences in Multiple Sclerosis (Bems), giunto alla sua quinta edizione. La giornata, organizzata anche con il supporto dell'azienda farmaceutica Teva, ha l'obiettivo di 'fare squadra' tra pazienti ed esperti per trovare nuove soluzioni e migliorare ulteriormente le cure. A soffrire di sclerosi multipla sono soprattutto le donne (due terzi dei pazienti è di sesso femminile), e le sue cause sono ancora in parte sconosciute: "L'aumento dei casi che si registra - dice Comi - è dovuto soprattutto a cause ambientali, come ad esempio un eccesso di sale nella dieta o una carenza di vitamina D".

E che il successo delle terapie abbia modificato profondamente la qualità di vita dei pazienti lo testimoniano perfettamente Raffaella Demattè, responsabile logistica della Pallacanestro Varese, e Chris Wright, cestista americano che gioca da playmaker nella stessa squadra. Perché sia la responsabile che il giocatore hanno la sclerosi multipla, ma la malattia non li ha certo fermati: "Appena me l'hanno disgnosticata - racconta Demattè - ho subito voluto informarmi, perché più conosci una malattia meno paura ne hai. La mia risorsa per superare questa patologia sono state soprattutto le relazioni con le persone che avevo a fianco. La malattia alla fine è diventata una opportunità, per cambiare il mio modo di essere e di approcciare alla vita". Per Chris Wright, invece, è importante sottolineare che "si può essere campioni anche se si ha la sclerosi multipla. Anche se ho questa patologia, semplicemente vado avanti, con molta più determinazione, per non dargliela vinta".

L'esperienza dei pazienti accanto a quella dei medici è proprio uno dei punti di forza del convegno Bems: "Infatti - conclude Roberta Bonardi, senior director business unit innovative di Teva Italia - vuole proprio cercare di dare risposte concrete alle necessità di entrambi. Solo da un confronto costruttivo possono nascere soluzioni concrete che rassicurino da un lato i pazienti e dall'altro permettano agli operatori sanitari di lavorare nelle migliori condizioni possibili".