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Meningite: Toscana; 15 casi su 100 mila, piu' diagnosi con Pcr

27 giugno, 16:28

MILANO - In Toscana la meningite si verifica in linea con la media nazionale, ma con una differenza: in questa Regione le diagnosi vengono fatte anche con la PCR, uno speciale esame capace di 'stanare' molti piu' casi a partire dal DNA del patogeno, e per questo l'incidenza e' di 15 bimbi ogni 100mila nuovi nati, rispetto ai 3 su 100mila della media italiana. A riportarlo e' Chiara Azzari, direttore della Clinica Pediatrica II all’Universita' di Firenze e Ospedale Meyer. Il dato italiano, spiega Azzari, ''e' straordinariamente sottostimato. Molti casi infatti hanno un esito fatale ancora prima che si possa fare diagnosi e solo la PCR, in sede autoptica, rivela la verita', mentre in coltura non emerge nulla. Purtroppo, i dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanita' non includono normalmente questi casi emersi solo alla PCR e nei quali non si e' avuto isolamento batterico''. Questo, prosegue l'esperta, significa che ''la notifica di 4 casi corrisponde in realta' ad almeno 10-16 casi. La sottostima minima e' di almeno 4 volte. Tant’e' vero che nella maggior parte dei Paesi d’Europa, dove questa limitazione non esiste, l’incidenza e' appunto di 15 casi/100.000 nuovi nati''. Il ceppo di meningococco prevalente in Italia e' il B, responsabile del 60-70% dei casi di meningite meningococcica e per il quale e' appena arrivato in Italia il primo vaccino. Fino al 2005, invece, era prevalente il ceppo C, oggi quasi azzerato grazie al vaccino corrispondente.

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