Vaccini del futuro saranno ‘elisir lunga vita’ per gli anziani
17 aprile, 14:45ROMA, 17 APR - Entro 10-15 anni i vaccini si trasformeranno in 'elisir di lunga vita', capaci di evitare le principali patologie che colpiscono gli anziani. Ne è convinto Rino Rappuoli, responsabile mondiale della ricerca vaccini dell'azienda Novartis, che esporrà la visione in una lecture al World Vaccine Congress che si apre oggi a Washington, alla vigilia della Settimana dell'Immunizzazione indetta dall'Oms. "Nel secolo scorso i vaccini sono stati l'intervento sanitario più efficace - sottolinea Rappuoli - ma in questo secolo potranno fare ancora di più. Oggi la società ha problemi medici nuovi a causa dell'invecchiamento, ma si potrà impedire che si sviluppino le malattie degli anziani. Penso a patologie che diventano pericolose quando il sistema immunitario si indebolisce, come l'influenza, o alle infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, ma anche ai tumori. Molti di questi vaccini sono imminenti, altri arriveranno in 10 -15 anni". Contro i tumori si agirà sia contro i virus che li generano, come l'Hpv sia, per quelli non legati alle infezioni, sfruttando gli antigeni che il cancro rilascia nel sangue: "Si sta pensando a vaccini in grado di stimolare il sistema immunitario contro gli antigeni - spiega l'esperto - le tecnologie per farlo sono in continua evoluzione: fino a 3 anni fa avrei detto che non era possibile, oggi invece sono fiducioso". Oltre ad aumentare le patologie per cui saranno disponibili i vaccini, cambierà il modo di produrli: "Al momento si usano ancora le uova, il metodo introdotto un secolo fa - afferma Rappuoli - noi abbiamo appena registrato un metodo per utilizzare invece colture cellulari. Per capire l'importanza del passaggio si pensi proprio all'influenza: non tutti i ceppi crescono sulle uova, e questo porta al fatto che ogni tre o quattro anni non c'é il ceppo giusto nel vaccino, oppure pur essendoci muta leggermente, rendendo l'immunizzazione inefficace, com'é successo negli Usa quest'anno. Con le colture il problema non si pone".








