Stop morti per parto, obiettivo 3 mln vite salvate al 2015
Via a 'Msd for mothers', tra progetti anche Dream di Sant'Egidio
16 aprile, 15:59ROMA, 16 APR - Portare a termine la "rivoluzione" in atto in Mozambico, dove già si sono salvate migliaia di future mamme e sono nati oltre 20mila bambini sani, non contagiati dal virus dell'Hiv. Ma riuscire anche ad andare oltre e toccare uno degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite: salvare almeno tre milioni di vite da qui al 2015 facendo in modo che "nessuna madre debba più morire dando la vita". Sono gli obiettivi del programma 'Msd for mothers', presentato ufficialmente all'Onu lo scorso anno, con il quale l'azienda farmaceutica finanzierà per 500 milioni di dollari progetti di assistenza sanitaria, farmaceutica, formazione degli operatori e informazione delle popolazioni che vivono in Paesi dell'Africa sub-sahariana e dell'Asia Meridionale. E all'interno di questi, 1,3 milioni di dollari saranno destinati al supporto di Dream, il programma anti-Hiv portato avanti dal 2002 in Mozambico e in altri dieci Paesi africani dalla COmunità di Sant'Egidio, che è concentrato sulla lotta alla trasmissione verticale madre-figlio del virus. "La morte legata al parto è tra le più inaccettabili e si consuma nell'ombra - ha sottolineato Pierluigi Antonelli, presidente e a.d. di Msd Italia - per questo Msd ha deciso di avviare 'Msd for Mothers', un progetto molto ambizioso che, attraverso la collaborazione con rilevanti organismi internazionali e una serie di partnership pubblico-privato, come quella con la comunità di Sant'Egidio, punta a ridurre in maniera importante la mortalità materna mettendo a disposizione le migliori soluzioni e tecnologie ritagliate sulle esigenze di Paesi poveri e le terapie più innovative".
La mortalità materna ha ricordato Leonardo Palombi, ordinario di Igiene e Sanità Pubblica all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, causa "un milione di orfani l'anno". Senza contare il fatto che nel caso dell'Hiv-Aids, non solo il virus è causa del "30% dei decessi" delle mamme ma ogni anno è trasmesso a "300mila bambini in Africa" dei quali "senza cure appropriate solo la metà raggiunge il secondo anno di vita". L'intervento sulle partorienti "con i tre farmaci antiretrovirali", lo stesso standard di cura usato nel 'primo mondo', "quasi azzera il tasso di trasmissione e abbatte il rischio di mortalità legata al parto". Ma l'approccio di Dream, ha spiegato anche il direttore esecutivo del programma, Paola Germano, "non è solo farmacologico, è olistico, e si prende cura delle madri dal momento in cui risultano positive al test, fino ai 18 mesi di vita del bambino" anche attraverso "il sostegno da madre a madre di altre donne che hanno già partecipato al progetto. I risultati sono strabilianti", in un Paese come il Mozambico dove l'11% della popolazione adulta è Hiv-positiva e nel 2011 erano stimati in circa 27mila i bambini infetti dalla nascita.
Msd for Mothers si concentrerà anche sulle altre due principali cause di mortalità materna: le emorragie post-partum, responsabili del 35% dei decessi, e la pre-eclampsia o ipertensione gestazionale, responsabile di un altro 18%.








