Profumi green al limone e panna cotta. Venduti con smartphone
Dal Cosmoprof: ogni anno nascono 400 nuovi profumi. Export + 4 %
09 marzo, 15:38BOLOGNA - Note fresche e agrumate oppure di pasticceria, che sanno di cioccolata e panna cotta. Sempre meno suddivisi in base alle stagioni perche' venduti in tutto il mondo. Profumi classici e nostalgici, oppure innovativi e di rottura. Soprattutto piu’ green e venduti con lo smartphone. Ogni giorno nasce un nuovo profumo e le fragranze piu’ famose in Italia e nel mondo sono state premiate ieri sera in occasione del Premio internazionale Accademia del Profumo, svolta al teatro Manzoni di Bologna in occasione del Cosmoprof, la fiera della cosmesi in corso alla fiera bolognese fino all'11 marzo.
“Per i profumi made in Italy venduti nel mondo le fragranze del momento sono soprattutto quelle fresche citron, agli agrumi e limone a prescindere dalla primavera in arrivo perche' nel mondo i climi sono sempre diversi”, ha spiegato alla serata di premiazione Luciano Bertelli, Presidente Accademia del Profumo, associazione che riunisce 40 imprese di alta profumeria. “Hanno ancora successo le note dolci, da pasticceria, come cioccolata e panna cotta e ci sono profumi classici noti e amati nel mondo che restano fedeli alle note originali da sempre e tengono bene le vendite ma, nella maggioranza dei casi, i cambiamenti sono molto rapidi. Ogni anno si producono 400 nuovi prodotti, quindi ogni giorno si mette a punto una nuova fragranza, il turn over e’ rapidissimo. Un profumo oggi e’ ritenuto di successo se i consumatori lo comprano una seconda volta, poi e’ destinato ad essere sostituito”.
Le vendite all’estero dei profumi fabbricati in Italia sono aumentate del 4 % nel 2012, mentre le vendite interne hanno superato i 940 milioni di euro con un calo del 3,4%. Spiega Bertelli: “Il mercato italiano e’ in sofferenza, come lo sono gli altri paesi europei ad eccezione della Germania, ma nel mondo le cose vanno diversamente. I mercati sono molto vivaci e i piu’ interessanti sono Asia, Cina, Brasile, Messico e Stati Uniti. Prossimamente i profumi si venderanno con lo smartphone, abitudine gia’ consolidata nei paesi orientali e, oltre a scegliere fragranze gradevoli e note, i consumatori vorranno sapere tutto su come sono state prodotte, in particolare sulla sostenibilita’ dei processi di produzione che devono essere green”.
“Le esportazioni salvano il Paese in questo periodo ma non tutte le aziende italiane di profumeria hanno la forza di esportare” ha precisato Paolo Zegna, presidente del comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria. “Mi riferisco a quelle di piccola o media grandezza che devono aggregarsi per sfruttare le loro potenzialita’ all’estero. I mercati lontani non sono facili da penetrare ma tutto il mondo ama i profumi made in Italy e l’esportazione puo’ aumentare ancora”.








