Cosmesi e crisi economica. Ricerca necessaria ma pochi aiuti
08 febbraio, 16:21MILANO, 8 FEB - Per l'innovazione e la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo le imprese della cosmesi in Italia investono il 7 % del fatturato, contro una media nazionale intorno al 3%, secondo i dati del Centro Studi Unipro presentati in occasione della cerimonia di premiazione delle imprese che eccellono in Italia per innovazione al premio italiano della cosmetica Unipro-Award, conclusa ieri. Sottolinea Bendetto Lavino, Vice presidente Unipro: ''L'innovazione fa parte del tessuto delle aziende che si occupano di bellezza per brevettare sostanze e prodotti che non esistevano, ma anche per intraprendere iniziative di ricchezza sociale, welfare per l'azienda e verso l'esterno con iniziative di sviluppo sostenibile''. ''Il comparto cosmetico globale europeo risente la crisi ma il settore cresce costantemente grazie alla ricerca'' sottolinea Fabio Franchina, Presidente Cosmetics Europe, associazione europea industrie cosmetiche. ''In Europa ci sono 4.000 aziende attive con 25.000 ricercatori. Il settore assorbe 200.000 lavoratori che, includendo la filiera completa, arriva a 1.700.000 collaboratori''. ''La creazione di prodotti nuovi costituisce l'essenza delle imprese, cambiano le conoscenze, cambiano i desideri dei consumatori, migliorano i processi di produzione e si susseguono nuove scoperte nell'ambito della dermatologia cosmetologica e della cosmesi funzionale. Gli imprenditori chiedono maggiori agevolazioni per chi fa ricerca, che si svolga anche con piu' facilita' in collaborazione con le universita'. Gli spin-off con i laboratori di ricerca degli atenei italiani non sono facili da siglare. Ci vorrebbero processi piu' snelli e strade praticabili'' chiede Ernesto Riva, presidente Unifarco, Unione dei Farmacisti. ''L'incertezza che sta vivendo il Paese in questo momento e' pagata anche dal comparto delle imprese cosmetiche che hanno la necessita' di investire in tecnologia di prodotto ma anche nella distribuzione e nelle iniziative di ricchezza sociale dentro e fuori le stesse societa''', precisa Roberto Serafini, direttore generale divisione L'Oreal Luxe. ''Il mercato delle profumerie soffre e perde 4 punti percentuali, il costo del lavoro e' alto, sarebbero necessarie maggiori agevolazioni per le imprese che operano nel territorio''.








