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Il tumore e' un 'trauma', un paziente su 3 ha bisogno aiuto

Assistenza psicologica a malato e famiglia aiuta guarigione

27 dicembre, 17:36

ROMA, 27 DIC - Il cancro e' un 'trauma' per un paziente su tre: il 33% dei pazienti oncologici, infatti, vive uno stato di franco disagio emozionale e necessita di un intervento psicosociale mirato da parte dei servizi psiconcologici. E' quanto emerso da uno studio multicentrico nazionale su 1.108 pazienti con cancro in trattamento in 38 Centri oncologici italiani. Lo studio, effettuato dalla Societa' di Psico-Oncologia (SIPO) e recentemente pubblicato su Cancer, si e' basato sulla somministrazione del 'Termometro del Distress' (disagio emozionale). Si tratta, spiega Anna Costantini Presidente SIPO e Direttore dell'Unita' Operativa Psiconcologia, Ospedale Sant'Andrea di Roma, di un semplice strumento di screening fatto di una scala analogico-visiva da 0 a 10 e da una lista di problemi (fisici, emozionali, sociali, spirituali) che i pazienti si trovano ad affrontare e che sono la causa del profondo disagio emotivo da loro vissuto. Il Termometro del Distress, spiega Costantini, e' ritenuto indispensabile strumento per far emergere la sofferenza dei pazienti causata anche da sintomi e da effetti collaterali che il paziente spesso non riporta spontaneamente nel corso delle visite di controllo ed e' raccomandato in tutte le Linee guida Internazionali e Nazionali relative all'assistenza psicosociale al paziente con cancro. La Psico-oncologia, rileva Costantini, e' oggi una realta' nel Servizio Sanitario Nazionale, con circa 200 centri pubblici che offrono assistenza psicosociale ai loro pazienti.
Lo psico-oncologo si occupa delle reazioni emozionali (normali e patologiche) dei pazienti in tutti gli stadi della malattia, dei loro familiari e dello staff curante e delle variabili psicologiche, sociali e comportamentali che influenzano la prevenzione del cancro, il rischio, la sopravvivenza (pensate ai comportamenti a rischio per la salute come ad esempio il tabagismo, comportamenti alimentari scorretti, o il dilazionare per paura una mammagrafia in caso di nodulo sospetto, etc.). La Societa' Italiana di Psico-Oncologia e' particolarmente impegnata non solo nell'ambito dell'assistenza, conclude Costantini, e supporto a pazienti e familiari, ma anche nello speciale ambito della formazione dei medici e degli infermieri rivolto al miglioramento delle abilita' comunicative, al riconoscimento del disagio emozionale e, piu' in generale, a favorire la relazione con il paziente in modo da far emergere eventuali bisogni non corrisposti.

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