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Tumore invade vita malati, obiettivo sono cure e qualita' vita

Indagine su pazienti, per quasi la meta' tumore sconvolge la vita

18 dicembre, 19:49

19 DIC - Un tumore 'invade' non solo l'organismo ma anche la vita del paziente, sconvolgendola sia nella sfera relazionale, sia in quella professionale; quando si lotta contro il cancro la vita non e' piu' la stessa, per quasi la meta' (45%) dei pazienti: quasi due pazienti su tre (65,4%) soffrono di effetti collaterali come nausea e vomito. Lo rivela un'indagine su 855 pazienti dal titolo 'L'impatto dei trattamenti oncologici sulla qualità di vita dei pazienti', promossa da Salute Donna onlus e SIPO nell'ambito di ONCOMovies, progetto di comunicazione realizzato grazie al sostegno di MSD, che si avvale dei grandi classici del Cinema per mostrare la vita quotidiana dei pazienti. Almeno 2,3 milioni di italiani oggi convivono con una diagnosi di tumore; quello degli effetti collaterali e' un problema non da poco: infatti dall'indagine e' emerso che, per quanto gli oncologi prescrivano un supporto farmaceutico nel 91,8% dei casi, il 65,4% dei pazienti continua a soffrire dei debilitanti e mortificanti effetti di nausea e vomito, cosa che lascia pensare che non sempre siano prescritti i farmaci antiemetici piu' adeguati, ossia quelli indicati dalle specifiche Linee Guida Internazionali. Dall'indagine e' emerso anche che la chemio condiziona in modo rilevante la normale gestione delle attivita' domestiche per il 61,6% dei malati, il lavoro per il 63,9% e la vita sessuale per il 63,7%. Cio' nonostante e' emerso che la comunicazione medico-paziente rispetto ad aspetti come la vita sessuale e di coppia e' ancora carente: solo il 6,3% dei medici prende l'iniziativa di parlare spontaneamente al paziente delle ripercussioni delle terapie oncologiche sulla sessualita', compromessa per due intervistati su tre, se non del tutto sospesa a causa di malattia e trattamenti. ''Ripetute evidenze scientifiche ci dicono che il vomito da chemioterapia e' il sintomo che ha il piu' alto grado d'impatto sulla qualita' di vita dei pazienti e sullo svolgimento delle loro attivita' quotidiane, senza considerare le conseguenze sullo stato di salute, che rendono molto difficile e spesso impossibile la prosecuzione della terapia'', afferma Domenica Lorusso, Dirigente Medico I livello dell'U.O. di Oncologia ginecologica presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano. ''Proprio per questo, l'applicazione delle terapie di supporto secondo le Linee guida e' molto importante, non solo per la qualita' di vita del paziente in terapia, ma anche per permettere all'oncologo di gestire al meglio il protocollo terapeutico''.

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