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Medicina: intervento al cuore con catetere laser a Mestre

Ultima generazione, risolve 70-80% casi fibrillazione atriale

05 ottobre, 14:13

Ha 47 anni, e' veneto e sta bene il paziente operato per fibrillazione atriale con il piu' avanzato catetere laser.

 

L'intervento e' stato eseguito all'Ospedale all'Angelo di Mestre (Venezia) dall'equipe del dottor Antonio Raviele, primo operatore il dottor Sakis Themistoclakis.

 

''Nel 2005 siamo stati i primi al mondo a sperimentare sull'uomo un prototipo che utilizzava il catetere laser per avere una visione endoscopica dell'interno del cuore - afferma Raviele, gia' primario dell'Unita' Operativa di Cardiologia dell'Ospedale dell'Angelo di Mestre - oggi questo catetere e' entrato nella pratica clinica e noi abbiamo potuto usare per primi il modello piu' recente con ottimi risultati sul paziente, che risulta guarito''. La fibrillazione atriale e' un'aritmia cardiaca che in Italia colpisce fino a un milione di persone, meta' delle quali con sintomi manifesti: un disturbo che inibisce le contrazioni della parte alta del cuore, mentre la parte bassa si contrae a frequenza elevata, esponendo i pazienti al rischio di coaguli.

 

''Finora - spiega da parte sua Themistoclakis, responsabile del Centro per la Gestione e Cura della fibrillazione atriale - si usava la radiofrequenza, procurando bruciature nelle aree di instabilita' del ritmo cardiaco, ma con i cateteri a radiofrequenza non e' possibile 'vedere' la sede delle lesioni, mentre l'energia laser permette di eseguire lesioni piu' profonde e precise, vedendo direttamente la sede dove applicarle''. In pratica, il catetere laser per l'ablazione della fibrillazione atriale e' corredato da una sorta di 'palloncino' che gonfiandosi all'interno dell'organo permette di leggerne nitidamente le pareti, mentre il laser e' in grado di oltrepassare il palloncino mirando dove necessario.

 

L'intervento e' considerato risolutivo, ha aggiunto Raviele, nel 70-80% dei casi. ''In Italia, circa il 30% delle persone con fibrillazione atriale - conclude Raviele - potrebbe avere l'indicazione medica a sottoporsi all'intervento: un numero di pazienti consistente che ad oggi non viene trattato perche' c'e' una carenza di centri idonei rispetto alla domanda''. La questione sara' probabilmente approfondita anche nel corso di un convegno di cardiologia in programma dal 9 ottobre prossimo a Venezia.

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