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Troppe proteine e poco ferro bimbi,attenzione latte vaccino

Esperto, primi anni vita importanti per organismo in crescita

23 dicembre, 12:27
Troppe proteine e poco ferro bimbi,attenzione latte vaccino Troppe proteine e poco ferro bimbi,attenzione latte vaccino

ROMA - I primi anni di vita, fino ai 36 mesi, sono fasi sensibili e molto importanti per un organismo in crescita come quello dei bambini, perché e' in questa fase della vita che si possono gettare le basi per una buona salute futura. In quest'ambito l'alimentazione e la nutrizione, per le quali i piccoli presentano specifiche esigenze rispetto agli adulti, riveste un ruolo essenziale ed e' bene innanzitutto stabilire una buona sinergia col proprio pediatra, evitando col suo supporto di incorrere in un eccesso di proteine nella dieta, o ancora in una carenza di ferro. In particolare, in un momento in cui il piccolo e' stato gia' svezzato e prende proteine anche da altri alimenti che non siano ad esempio il latte materno, va valutato con attenzione l'inserimento di latte vaccino nella dieta come fonte lattea principale per tutto il primo anno e preferibilmente anche nel secondo,perché molto ricco di proteine e povero di ferro, che invece il piccolo può all'occorrenza trarre da latti formulati (i cosiddetti latti di crescita) specificamente arricchiti di ferro oltre che dall'alimentazione.

E'quanto spiega Marcello Giovannini, Professore Emerito di Pediatria dell'Universita' degli Studi di Milano e Presidente European Academy of Nutritional Sciences (Eans). "Gli alimenti da proporre devono essere scelti nella prospettiva di rispondere in maniera ottimale alle esigenze nutrizionali e di sicurezza specifiche di un organismo intrinsecamente vulnerabile" spiega Giovannini. "Dalla gravidanza per tutti i primi 3 anni di vita, un intervento nutrizionale può condizionare la salute del futuro adulto (che si esprime attraverso le 'non communicable diseases', cioè malattie come diabete, ipertensione e obesita),dovute principalmente a scelte alimentari errate, che si basano anche sulle esperienze gustative vissute gia nelle prime epoche di vita"aggiunge. Dall'esperto arrivano delle indicazioni specifiche rispetto all'apporto di ferro e di proteine nella dieta del bambino.

Ferro: "E' elevata la percentuale di bambini e lattanti che dai 6 ai 36 mesi non copre il fabbisogno quotidiano di ferro, necessario per differenti funzioni biologiche, in particolare per lo sviluppo cognitivo e comportamentale e per quello del sistema nervoso centrale" aggiunge Giovannini, specificando che "il latte vaccino è povero di ferro, quindi da non introdurre come alimento latteo principale prima dei 12 mesi, anzi da procrastinare fino a tutto il secondo anno di vita, perchè la disponibilità dei vari tipi di latte 'formulati', cosiddetti di crescita, arricchiti di ferro, può aiutare ad ottimizzarne l'apporto, naturalmente nel contesto di un divezzamento articolato ed equilibrato nella diversificazione degli alimenti (carne, pesce, uova)". "Considerata la relativa elevata quantità di macronutrienti di cui i bambini necessitano per la crescita - rileva ancora l'esperto - i lattanti sono un gruppo maggiormente a rischio di deficit di vitamine e minerali (zinco ad esempio) di cui sono integrati i vari tipi di latte di crescita, senza contare che numerosi studi suggeriscono che la precoce introduzione di latte vaccino può provocare microscopici sanguinamenti intestinali". Proteine: "Dopo l'allattamento esclusivo al seno, il divezzamento con alimenti complementari al latte materno determina per il bambino un drastico incremento dell'apporto di proteine. Che spesso, anche nei bimbi italiani, e 2-3 volte più alto dei fabbisogni" spiega Giovannini. "Ponendo adeguata attenzione all'apporto di proteine diventa cruciale il tipo di latte che accompagna gli alimenti solidi fino al terzo anno di vita. Latte materno dunque, dopo il latte materno latte formulato a basso apporto proteico, il latte vaccino non e raccomandato (soprattutto se a ridotto contenuto di grassi) e comunque meglio sarebbe limitarne l'assunzione - aggiunge - latte vaccino significa contenuto di proteine triplo rispetto a quello materno e ben superiore a quelli formulati".

Ecco il differente contenuto proteico tra gli alimenti lattei indicato dall'esperto: - Latte materno 5% PE (Contributo in percentuale di energia dato dalle proteine) - Latte formulato 7 - 9 % PE - Latte vaccino intero 20% PE - Latte vaccino parzialmente scremato (2% di grassi) 28% PE - Latte vaccino scremato 39% PE

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