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Videogame cura 'occhio pigro' bambini in 2 settimane

Ambliopia,problema diffuso oggi curato con cerotti

10 novembre, 17:20
Un videogioco potrebbe mandare in soffitta i fastidiosi cerotti che l'oculista usa per ''risvegliare'' un occhio pigro coprendo l'occhio sano: infatti una sperimentazione clinica pilota su 28 bambini (età media 7 anni) ha dimostrato che uno speciale videogame per iPad cura l''ambliopia' (occhio pigro) meglio e in meno tempo che la terapia tradizionale del cerotto oggi in uso.

L'esito della sperimentazione è stato reso noto sulla rivista JAMA Ophthalmology da Krista Kelly della Retina Foundation of the Southwest a Dallas.

L'occhio pigro è una condizione molto comune nei bambini che, se non curata per tempo appena si manifesta, lascia danni permanenti alla vista. In pratica un occhio è più pigro dell'altro che fa, quindi, da solo il grosso del lavoro visivo.

In questa maniera l'occhio pigro si indebolisce e perde acuità visiva. Oggi la terapia, non proprio 'comoda' per un bimbo, consiste nel coprire l'occhio sano per tante ore con un cerotto, in modo da costringere l'occhio pigro a lavorare.

Ma un videogioco potrebbe far divenire ''preistoria'' il cerotto. Nel gioco il bambino indossa speciali occhiali che dividono le cose da vedere a video tra i due occhi. E' come se i due occhi dovessero controllare ciascuno ''porzioni'' diverse del gioco, ciascuno con il suo separato compito. Gli esperti hanno chiesto a 14 bambini di giocarci un'ora al dì per 5 giorni a settimana per due settimane (totale 10 ore di gioco). Ai restanti 14 bimbi, invece, per le due settimane è stato applicato il classico cerotto per un tempo complessivo di 28 ore. Ebbene, dopo la 2/a settimana la vista dei bambini che hanno usato il videogioco è migliorata più del doppio rispetto alla vista di quelli che hanno usato il cerotto. Nelle successive due settimane tutti i 28 bambini hanno giocato col videogame, e alla 4/a settimana sfoggiavano tutti miglioramenti visivi comparabili, segno che il videogame funziona su tutto il campione. Serviranno comunque nuovi studi su un maggior numero di bambini per promuovere in via definitiva il gioco come terapia anti-ambliopia.

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