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Gli schiaffi della mamma di Baltimora aprono una riflessione sul ruolo dei genitori

Psicanalista,"Può essere inteso come recupero ruolo di genitore"

29 aprile, 18:56
Baltimora:mamma picchiatrice,non voglio finisca come Freddie Baltimora:mamma picchiatrice,non voglio finisca come Freddie

Un gesto che ha stupito, in controtendenza, rispetto a una funzione, quella genitoriale, che appare oggi 'appannata' soprattutto quando si tratta di porre dei limiti ai figli nell'accompagnarli durante la loro crescita.

Così Marta Badoni, psicoanalista della Spi (Società psicoanalitica italiana), interpreta ciò che ha fatto mamma di Baltimora, che ha redarguito pesantemente il figlio che partecipava alle proteste per l'uccisione da parte della polizia di un afroamericano, prendendolo a sberle. Immagini che attraverso un video hanno fatto il giro del mondo. "La funzione genitoriale, il cui difficile compito è quello di sostenere le esperienze dei figli, ma anche di porre dei limiti, si è appannata e il ruolo della madre e dei genitori è spesso quella di difendere ad oltranza i propri figli da qualsiasi critica: basti considerare il rapporto di diffidenza quando non di aperto conflitto tra famiglia e scuola - spiega Badoni - ritengo pertanto che il gesto della mamma di Baltimora abbia prima di tutto comprensibilmente stupito, e mostrato una controtendenza ancor prima di suscitare eventuali aspetti problematici". Tale gesto secondo l'esperta può essere inteso come un "recupero del ruolo di genitore, che e' quello di proteggere ma anche di imporsi e dire qui l'autorità sono io,intanto fai come ti dico, poi se mi sbaglio ne parleremo". "Può essere che alla base vi fosse un istinto di protezione ma anche un momento di sorpresa e al tempo stesso di spavento da parte materna, per il fatto di vedere un figlio improvvisamente cresciuto e violento, ma può anche essere che sia l'atto finale di un conflitto in corso o di una esasperazione di dinamiche familiari - evidenzia - per interpretarlo occorrerebbe conoscere il contesto relazionale da cui è emersa la decisione materna e il contesto sociale. Non necessariamente un ceffone è mortificante, soprattutto se arriva, come questo, a caldo, ma non sappiamo nulla né del prima e soprattutto del dopo. Visto il video, non mi sembra che il ragazzo, sedicenne, abbia resistito più che tanto, forse se lo aspettava". "Il giovane può essersi sentito mortificato, ma anche messo in sicurezza" conclude. 

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