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Occhiali magici per bambini, la riabilitazione diventa 3d

Dal Politecnico Milano, esercita attenzione e concentrazione

05 agosto, 15:07
Occhiali magici per bambini, la riabilitazione diventa 3d Occhiali magici per bambini, la riabilitazione diventa 3d

Un paio di occhiali "magici" permette ai bambini con disabilità intellettiva di immergersi a 360 gradi nelle storie raccontate loro dai terapisti durante la riabilitazione e offre esperienze nuove e coinvolgenti nella realtà virtuale che stimolano la curiosità e permettono di esercitare la capacità di attenzione e concentrazione.

Il progetto si chiama Wildcard e rappresenta un caso di utilizzo della tecnologia di realtà virtuale immersiva indossabile come strumento terapeutico.

Wildcard combina un visore indossabile (il visore Google Cardboard), una app per un normale smartphone inserita nel visore, uno schermo digitale (o un proiettore) e una applicazione web.

Grazie all'effetto delle lenti, i contenuti interattivi presentati nello smartphone vengono percepiti come spazi 3D immersivi, che possono essere esplorati direzionando e fissando lo sguardo. Lo schermo esterno permette ai terapisti di visualizzare ciò che fissano i bimbi.

La applicazione web raccoglie automaticamente i dati relativi alla interazione del bambino, permette ai terapisti di visualizzare i livelli di attenzione e offre la possibilità di modificare vari parametri della storia, per adattarla alle esigenze e alle capacità di ogni soggetto.

Il sistema è stato sviluppato dal gruppo I3Lab - Innovative Interactive Interfaces presso il Laboratorio HOC del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Progettazione e sperimentazione sono state svolte in collaborazione con i terapisti e gli educatori di L'abilità Onlus di Milano, un centro specializzato nella riabilitazione dei bambini con disabilità intellettiva.

Il visore applica il principio della stereoscopia e utilizza due lenti biconvesse inserite in un semplice assemblaggio di cartone o di plastica. Mentre sullo schermo dello smartphone compaiono due scene, sfasate relativamente ad ogni occhio, il cervello di chi guarda dentro al visore percepisce una immagine unica, con una visione a 360°. La direzione della testa definisce la direzione dello sguardo; il movimento della testa determina un cambio di visuale nello spazio virtuale 3D creando un effetto immersivo.

Un oggetto virtuale interattivo si "attiva" (ad esempio, inizia a muoversi) se il focus visivo, evidenziato da un pallino giallo, viene mantenuto sufficientemente a lungo sull'elemento. Sullo schermo digitale esterno appaio le coppie di immagini riprodotte via via sulla app.

Wildcard è sto sperimentato per tre mesi (febbraio-aprile 2016) di presso il centro L'Abilità Onlus e ha coinvolto 11 bambini di età compresa tra i 6 e 10 anni con diverse disabilità intellettive (autismo, ritardo psicomotorio, disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato, disturbo specifico dell'apprendimento, sindrome di Down, sindrome di Sotos) e diversi livelli di gravità. Ciascun bimbo ha partecipato in media a 10 sessioni di uso dei Wildcard.

Il potenziale rischio di una estraniazione dal mondo reale è stato evitato attraverso il continuo stimolo verbale offerto dai terapisti durante l'"immersione" dei bimbi nel mondo virtuale e la combinazione dell'uso di Wildcard con attività di storytelling utilizzando libri tradizionali. 

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