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Colpi alla testa nel calcio, rischio per i bimbi se ripetuti

Ma esperti rassicurano, non è più comune che nel gioco spontaneo

23 luglio, 14:07
Colpi alla testa nel calcio, rischio per i bimbi se ripetuti Colpi alla testa nel calcio, rischio per i bimbi se ripetuti

Amatissimo dalla grande maggioranza dei bambini, il gioco del calcio può rivelarsi pericoloso per il rischio di ripetuti traumi al cranio dovuti ai colpi di testa, ma soprattutto, ai momenti di contrasto durante il gioco. A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics.

Guidati da R. Alba Comstock, della Colorado School of Public Health e della University of Colorado, i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti durante 2005-14 su un ampio campione rappresentativo di scuole superiori degli Stati Uniti. Nel calcio maschile sono stati riscontrati 332 traumi rispetto a circa 1,6 milioni di esposizioni (considerate come 'occasioni', ovvero in una partita 11 più 11), pari a 3 traumi su 10.000. La cifra era più alta nel calcio femminile, con un tasso di 4,5 traumi su 10.000. Lo studio ha anche riscontrato che, sia per i ragazzi (68,8%) e le ragazze (51,3%), il contatto giocatore-giocatore era la causa più comune e che, proprio a seguito di ripetuti colpi, i bambini che iniziano a giocare prima dei 12 anni avrebbero più probabilità di avere problemi di memoria da adulti. Ma gli esperti ridimensionano la gravità.

"Hanno effettuato la ricerca su un amplissimo bacino di dati riscontrando un numero esiguo di casi tutto sommato. Di fatto una probabilità non così diversa da quello che può capitare nel gioco spontaneo tra bambini e non maggiore di quello che si verifica in altri sport come i tuffi", secondo Attilio Turchetta, responsabile di Medicina dello Sport all'ospedale pediatrico Bambino Gesù. "I traumi del cranio che si possono verificare in una partita - prosegue - non sono necessariamente gravi, spesso si risolvono con una contusione o lacerazione".

"Niente casco", dunque, "altrimenti sarebbe un altro sport".

Piuttosto, conclude, "non sarebbero da sottovolautare anche eventuali interessi che le compagnie assicurative possono avere da ricerche come questa".

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