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Frasi brevi e no rumori fondo per aiutare chi ha avuto ictus

200mila casi l'anno in Italia, 900mila convivono con conseguenze

12 gennaio, 17:58
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - Frasi brevi, dialoghi in luoghi non rumorosi e senza distrazioni. Sono alcuni dei suggerimenti che possono aiutare nella comunicazione con chi ha avuto un ictus. A fornire consigli su come comportarsi è un articolo apparso sul portale di notizie scientifiche Medical News Today.

L'ictus, secondo la Società Italiana Ipertensione Arteriosa, conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno e le persone sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono circa 913.000. Paralisi di parti di corpo o viso, problemi di vista, udito e memoria, cambiamenti di umore, stanchezza: sono alcune delle conseguenze che l'ictus porta con sé. Tra tutte la più frustrante è la difficoltà di comunicazione. Questa, secondo la Stroke Association può esser dovuta a tre condizioni, a volte combinate. L'afasia è dovuta a danni a uno dei centri di controllo del linguaggio nel cervello e questo rende difficile comprendere frasi lunghe, specie se parla più di una persona. Il discorso diventa incoerente e tipica è la sensazione di avere la parola "sulla punta della lingua", ma non essere in grado di farla uscire. Una persona con disartria invece può trovare le parole, ma non riuscire a formarle a causa di un problema fisico, come debolezza muscolare. Mentre la disprassia comporta difficoltà di coordinamento dei muscoli che producono suoni.

Le cose gradualmente migliorano, anche grazie alla logopedia, ma il recupero completo non è sempre possibile. Pazienza e pratica da parte di amici e parenti possono però aiutare. Ma a patto di seguire alcune indicazioni: parlare lentamente, ma usare un tono di voce normale, usando frasi brevi e con un argomento alla volta, eliminare il rumore di fondo. Non finire le frasi della persona, non interromperla, non parlargli mentre fa altre cose, non trattarla come un bambino, evitare di comunicare quando è stanca. Se una persona ha difficoltà a esprimere una parola, incoraggiare a disegnarne il significato.

(ANSA).

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