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Da robot post-ictus a protesi 'mini', cure hi-tech terza età

Dal 9 al 15 ottobre si può finanziare ricerca Campus Biomedico

13 ottobre, 14:15

Per la riabilitazione post-ictus l'assistenza di robot, nuovi tutori come le "ortesi", che si mimetizzano sotto scarpe e pantaloni, ma che consentono al piede di mantenere una posizione corretta durante la deambulazione, e uno speciale guanto robotico che consente il recupero degli arti superiori. Per "sostituire" le articolazioni, nuove protesi ortopediche, in formato sempre più "mini", che risparmiano al massimo i tessuti e riducono ai minimi termini l'asportazione dell'osso. E ancora esoscheletri, "armature" indossabili sempre più leggere che aiutano a camminare paraplegici e disabili e chi come alcuni anziani ha problemi di deambulazione, che vengono fatti evolvere sul corpo del paziente, non sono "preformati". Su questo e molto altro si sta focalizzando la ricerca scientifica e tecnologica legata alla terza età dell'Università Campus Biomedico di Roma che è possibile finanziare dal 9 al 15 ottobre al 45525 donando 2 o 5 euro con un sms o una chiamata da rete fissa. Il tema è importate, se è vero, come gli esperti ricordano, che si vive sempre più a lungo ma meno in salute. Gli anni di disabilità sono in continuo aumento. Ad autonomia ridotta trascorrono 16 anni dei loro ultimi anni di vita gli uomini, ben 22 le donne. Per l'ictus l'Universita' Campus Bio Medico ha presentato con quella di Harvard un nuovo protocollo clinico, la stimolazione transcranica, con risultati promettenti nel miglioramento dei meccanismi di recupero, ma sotto i riflettori della ricerca c'è anche l'Alzheimer,per cui,come spiega Vincenzo Di Lazzaro, responsabile di Neurologia, "ci sono a disposizione una serie di strumenti che, integrati, possono essere di supporto sia nell'identificare i soggetti a rischio , sia nella valutazione degli effetti dei farmaci". Mentre per il mal di schiena si lavora alla possibilità di cura con le staminali mesenchimali e sugli ultrasuoni per accedere al disco intervertebrale non tramite i trapani chirurgici convenzionali.(ANSA).

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