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Trapianti: 22 anni fa Nicholas Green,sua storia scosse mondo

Ucciso in una sparatoria, dopo di lui boom di donazioni

30 settembre, 16:42
Trapianti: 22 anni fa Nicholas Green, sua storia scosse mondo Trapianti: 22 anni fa Nicholas Green, sua storia scosse mondo

Ricorre domani il ventiduesimo anniversario della morte di Nicholas Green, bimbo statunitense assassinato mentre era in vacanza in Italia con i suoi genitori.

Ma, allo stesso tempo, ricorre anche l'anniversario della donazione dei suoi organi, una decisione che commosse l'Italia e il mondo intero. "Fu una tragedia - commenta all'ANSA il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo - ma allo stesso tempo una sorta rivoluzione positiva nel Sistema Sanitario Nazionale. Contribuì in modo decisivo a promuovere la diffusione delle donazioni di organo e ad aumentare, di conseguenza, i trapianti. All'epoca eravamo fanalino di coda in questo campo, oggi siamo tra i primi Paesi in Europa".

Era il 29 settembre del 1994 quando, sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, nei pressi dell'uscita di Vibo Valentia, l'automobile su cui viaggiava Nicholas insieme ai genitori venne scambiata per quella di un gioielliere e colpita da proiettili sparati da due rapinatori. Seguirono due giorni di coma, quindi il decesso, il primo ottobre, al Policlinico di Messina, e la decisione dei genitori di autorizzare l'espianto degli organi. Cuore, fegato, pancreas, i due reni e le cornee: sette persone ebbero salva o migliorata la vita. Centina di migliaia di persone si strinsero idealmente intorno alla famiglia, con lettere, messaggi e attestazioni di stima.

L'episodio ispirò film, libri e centinaia di articoli di giornale, sensibilizzando ad un gesto di generosità all'epoca ancora raro. "Il primo ottobre 2016 Nicholas avrebbe compiuto 29 anni e forse oggi avrebbe dei figli", commenta all'ANSA il padre Reginald, che sarà a Roma a fine ottobre per partecipare al 40/esimo Congresso della Società Italiana di Trapianti di Organo. "Pochi mesi fa - aggiunge - ho incontrato uno dei suoi amici che non vedevo da tempo. Mi ha fatto pensare a come sarebbe oggi Nicholas, che nel 1994 aveva solo 7 anni. Da allora non ho mai smesso di parlare a convegni e rilasciare interviste, per spiegare l'importanza di decidere di donare gli organi. E' un modo per continuare a sentire mio figlio ancora vivo".

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