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Apparecchiature biomedicali, una guida verifiche sicurezza

Leogrande (Aiic), la questione non puo' essere ''al ribasso''

20 maggio, 11:49
Apparecchiature biomedicali, una guida verifiche sicurezza Apparecchiature biomedicali, una guida verifiche sicurezza

I budget della sanità sono sempre più ridotti e, purtroppo, è possibile che sia la sicurezza delle cure e delle apparecchiature a farne le spese, mettendo pericolosamente a rischio salute e vite umane. Per precisare tempi, modi, procedure e competenze necessarie a "mettere in sicurezza" i sistemi e gli impianti sanitari ad alta tecnologia, quattro associazioni di riferimento per il mondo delle apparecchiature bio medicali hanno annunciato a Bologna, all'interno di Exposanità, il lancio di una guida interdisciplinare sulle verifiche di sicurezza degli impianti nelle strutture ospedaliere.

L'iniziativa, sviluppata da Aiic (Associazione italiana ingegneri clinici), Antab (Associazione nazionale tecnici apparecchiature biomedicali), Antev (Associazione nazionale tecnici verificatori) e Aiigm (Associazione italiana impianti gas medicali), punta ad offrire un quadro di riferimento per tutti coloro che nei vari ruoli dirigenziali hanno la responsabilità di gestire le tecnologie per la salute.

"La Guida interassociativa non si sostituisce alla norma di riferimento," ha precisato Lorenzo Leogrande, presidente di Aiic, "che rimane la Cei En 62353 (Cei 62-148) che precisa regole e confini delle verifiche periodiche da effettuare dopo interventi di riparazione degli apparecchi elettromedicali. Noi, partendo proprio da questa norma abbiamo provato a indicare il quadro organizzativo ottimale per gestire le tecnologie esistenti all'interno di una struttura e per implementare con qualità e sicurezza le innovazioni che sempre più spesso oggi giungono sul mercato". La Guida si presenta come un documento in 25 pagine che si rivolge a tutti coloro che devono gestire i servizi di verifica della sicurezza delle apparecchiature biomedicali, offrendo un modello organizzativo delle attività, descrivendo procedure, definendo processi di gestione delle apparecchiature stesse e indicando tempi e modalità per le verifiche di sicurezza nell'ambito della gestione del rischio clinico. Il tutto ricordando i rischi che si corrono in periodo di spending review selvaggia, quando per risparmiare si chiude un occhio sulla periodicità delle verifiche o sulle competenze dei verificatori...."I costi della sicurezza non possono essere soggetti a gare al ribasso", ha sottolineato con decisione Leogrande, "Se si scende al di sotto di certi livelli economici per le prestazioni di verifica bisogna iniziare a preoccuparsi, perché forse si rispettano i conti, ma in compenso si mette in pericolo la sopravvivenza delle persone".

All'interno del dibattito parlamentare che sta affrontando il tema della riforma degli Ordini professionali in ambito sanitario, la senatrice Giuseppina Maturani ha presentato un OdG che impegna il Governo a "valutare l'opportunità di riconoscere l'ingegner in clinica quale professione sanitaria". L'OdG prende le mosse dal fatto che "competenze e metodologia ingegneristica contribuiscono di fatto a migliorare l'attuazione delle prescrizioni legislative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, garantendo sicurezza e tutela dei pazienti e degli operatori sanitari nell'ottica delle finalità di tutela e salvaguardia del cittadino"; il testo della senatrice Maturani ricorda poi che la figura dell'ingegnere clinico e già riconosciuta e promossa dalle Raccomandazioni ministeriali e dalle Direttive europee. Lorenzo Leogrande, presidente dell'Associazione Italiana degli Ingegneri Clinici - impegnato in questi giorni a Bologna per Exposanità - ha accolto con grande favore e plauso l'Odg della senatrice: "siamo molto soddisfatti di questo passo realizzato dalla senatrice Maturani, perché in questo modo, proprio nel periodo di questa discussione sul rinnovamento degli Ordini professionali, la nostra attività potrebbe giungere finalmente anche in Italia ad una sua definizione formale e normativa. La nostra speranza è che il Parlamento colga l'importanza di questa scelta ai fini della sicurezza delle cure e dei cittadini e del miglioramento effettivo delle performance del Servizio Sanitario Nazionale".

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