Percorso:ANSA > Salute e Benessere > Sanità > Aborto: Gigli (Movimento vita), 'Presa diretta' dice falsità

Aborto: Gigli (Movimento vita), 'Presa diretta' dice falsità

18 gennaio, 13:43
Aborto: Gigli (Movimento vita), 'Presa diretta' dice falsità[ARCHIVE MATERIAL 20051130 ] Aborto: Gigli (Movimento vita), 'Presa diretta' dice falsità[ARCHIVE MATERIAL 20051130 ]

 "Esprimiamo tutto il nostro sdegno per l'ennesima criminalizzazione dei medici obiettori andata in onda ieri sera nel corso della trasmissione 'Presa diretta' su Rai Tre, con il servizio pubblico responsabile della divulgazione di un prodotto infarcito di falsità. Invitiamo la Commissione di Vigilanza RAI ad intervenire, correggendo l'uso dell'informazione a fini ideologici, e la Federazione nazionale degli ordini dei medici a reagire a questo attacco ai fondamenti etici della professione". Lo dichiara in una nota il presidente del Movimento per la Vita Italiano e deputato del gruppo parlamentare 'Democrazia Solidale-Centro Democratico', Gian Luigi Gigli.

"I dati ufficiali del Governo hanno il pregio di dimostrare la pretestuosità degli attacchi ai medici obiettori di coscienza - spiega Gigli -. Il Ministero della salute conferma che non emergono criticità nella fornitura del 'servizio', riconducibili alla testimonianza a favore della vita dei medici obiettori.

Continuano a diminuire i tempi di attesa fra rilascio della certificazione e intervento, mentre il 90,8% delle IVG viene effettuato nella regione di residenza, anche perché ogni 75 strutture in cui si partorisce ve ne sono 5 in cui si fa un'IVG: un dato decisamente elevato, se si tiene conto che per fortuna il numero di IVG è pari a circa il 20% del numero di nascite".

"I medici non obiettori non possono nemmeno lamentare di essere ghettizzati a fare aborti - continua Gigli - effettuando in media 1,6 aborti a settimana, con un minimo di 0,5 per la Sardegna e un massimo di 4,7 IVG per il Molise. Impossibile dunque che il carico di 'lavoro' legato alle IVG impegni tutta l'attività lavorativa di chi si è reso disponibile ad eseguire aborti".

"La presenza di obiettori è sotto attacco in Italia e nel resto d'Europa - conclude Gigli - perché disturba chi vorrebbe fare dell'aborto un diritto e costituisce un silenzioso richiamo per tutte le coscienze sul valore della vita umana e sui diritti del nascituro". (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA