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Due terzi imprese settore dentale a rischio chiusura

Rapporto Keystone, molte difficoltà ad agganciare ripresa

25 maggio, 16:33
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 I due terzi delle imprese del settore dentale, che producono dispositivi per dentisti e odontotecnici, non riescono ad 'agganciare' la ripresa, e rischiano la chiusura. Lo afferma un rapporto realizzato dall'istituto Keystone e presentato a Rimini in occasione del congresso 'Amici di Brugg'.

Lo studio di settore è basato su un campione di 359 aziende (1,4 miliardi di euro ex-fabbrica), integrato dalla congiunturale del primo quadrimestre 2015. Secondo i dati i due terzi delle imprese stanno avendo un calo del fatturato negli ultimi due anni. "La salute del settore si misura anche da quella dei suoi singoli operatori - sottolinea Roberto Rosso, presidente dell'Istituto -. Il segno debolmente positivo dei dati complessivi è estremamente concentrato in poche imprese ed il perdurare di questa situazione potrebbe mettere a serio rischio numerose aziende che non riescono a intercettare una ripresa appena accennata, mettendo tra l'altro a repentaglio l'occupazione di migliaia di addetti''.

Nel 2014, si legge nel rapporto, la produzione ha superato i 740 milioni di fatturato. La crescita del comparto produttivo ha raggiunto quota 740 milioni e, escludendo lo shock del 2009 che ha marcato un decremento intorno al -3,4%, ha subito solo nell'ultimo periodo un rallentamento di un trend comunque positivo. Il fatturato complessivo è aumentato di un terzo in dieci anni, con un +3,2% di trend medio composto annuo (CAGR), con il consumo interno in lieve ripresa ma con una stagnazione degli investimenti. Il 60% della produzione finisce all'estero, con questo dato che ha visto un aumento del 4% solo nel 2014.

"Ma un'analisi puntuale delle performance delle singole aziende - sottolinea il documento - consente di osservare come solo le imprese di maggiori dimensioni abbiano risultati positivi, il raggiungimento di massa critica è quindi fattore di successo e di selezione".

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