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Eterologa: dopo Toscana parte in Emilia e Liguria

Chiamparino, in Piemonte via libera 15 settembre

05 settembre, 16:42
Via all'eterologa nelle prime regioni Via all'eterologa nelle prime regioni

Tra lunedì e mercoledì della prossima settimana anche l'Emilia-Romagna recepirà le linee guida per la fecondazione eterologa approvate ieri. Le coppie potranno inserirsi nelle liste di attesa. L'assessore Carlo Lusenti ha spiegato che nelle strutture sanitarie pubbliche sarà gratuita. Si fara' in tutte le 21 strutture che già effettuano la procreazione medicalmente assistita. Le coppie che scelgono la fecondazione eterologa possono contattare già in questi giorni anche i due centri liguri specializzati, l'ospedale Evangelico e l' Irccs San Martino - Ist, per i colloqui preliminari e l'inserimento nelle prime liste di attesa. La giunta regionale ha recepito le linee guida approvate ieri dalle regioni.

In Piemonte via libera 15 settembre - Il Piemonte darà il via libera operativo alla fecondazione eterologa con una delibera della Giunta che sarà approvata nella seduta del 15 settembre. Lo ha annunciato il presidente della Regione e della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, all'indomani dell'approvazione delle linee guida, a Roma. Chiamparino sollecita però la legge nazionale, utile "perché questo consente al ministro, che è d'accordo, di trovare le risorse necessarie". "Ora ogni Regione - ha detto Chiamparino - farà la sua parte. Per il Piemonte, ho già parlato con l'assessore Antonio Saitta, e con la Giunta del 15 porteremo una delibera con la quale daremo il via operativo all'attività nei nostri centri autorizzati. Saitta sta mettendo insieme un gruppo di lavoro tecnico per tradurre in chiave locale le linee generali approvate ieri in sede di Conferenza delle Regioni a Roma. Il ticket - ha aggiunto - sarà sul tipo di quello per la fecondazione omologa, che in Piemonte è sui 600 euro". "Ma io insisto - ha detto ancora - sul fatto che fra Governo e Parlamento facciano una legge, strumento che consente di aggiungere le risorse necessarie per coprire i maggiori costi. E' chiaro che le linee guida approvate ieri sono già sufficienti per operare. Ma se c'è la legge è meglio - ha concluso - perché questo consente al ministro, che è d'accordo, di trovare le risorse".

Lombardia, venerdì delibera. Maroni: fare certezza sui costi - ''Ci sono ancora alcuni dettagli non trascurabili da definire'', a partire dai costi, ma ''venerdì prossimo'' la Giunta regionale lombarda dovrebbe approvare la delibera per avviare la fecondazione assistita eterologa. Lo hanno spiegato il presidente Roberto Maroni e il vicepresidente Mario Mantovani, assessore alla Salute, durante la conferenza stampa dopo la riunione di Giunta. Maroni ha osservato che sul tema ''manca una legge'' e che per esempio ''questa fattispecie non è compresa nei Lea, quindi chi paga?''. ''Voglio definire - ha aggiunto il presidente - una posizione comune delle Regioni prima di partire in Lombardia: venerdì prossimo porteremo la delibera in Giunta ma con la certezza dei costi''. L'assessore Mantovani ha spiegato che in Lombardia sono 60 i centri in cui sarà possibile l'eterologa, per la quale ogni anno mediamente ''arrivano 6.000 richieste''.

Boldrini: ottimo lavoro da parte delle Regioni - "Mi sembra un ottimo lavoro quello che è stato fatto" da parte della Conferenza delle Regioni, "non mi sembra che ci sia un vacuum legislativo perchè è stata posta fine a una discriminazione. Vedremo se i gruppi decideranno di procedere per via legislativa". Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini replicando a chi le chiedeva un commento sulla fecondazione eterologa e sulle linee giuda individuate dalla conferenza Stato-Regioni.

 

Fecondazione eterologa, Regioni approvano Linee guida - I presidenti delle Regioni sono andati dritti per la loro strada e, ignorando critiche e malumori, hanno approvato all'unanimità, stamane, le linee guida sulla fecondazione eterologa messe a punto dai tecnici regionali e poi attentamente vagliate dagli assessori alla Sanità. Ora ogni Regione dovrà recepirle con delibere proprie, ma molte annunciano che lo faranno già dalle prossime ore. E mentre stamani sono partiti all'ospedale fiorentino di Careggi i primi appuntamenti per le coppie che desiderano intraprendere la fecondazione eterologa - la Toscana ha infatti fatto da apripista, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto alla fecondazione eterologa - i governatori, nelle stesse ore, decidevano di stabilire delle linee guida comuni, almeno in attesa che il Parlamento si decida a regolamentare la materia con una legge. "Con le linee guida sull'eterologa le Regioni hanno mandato un segnale politico forte al Parlamento, a cui rivolgo un appello accorato perché legiferi", ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino.

"Con il vicepresidente Caldoro, ho incontrato il ministro Lorenzin - ha aggiunto Chiamparino - che si è detta del tutto d'accordo con le linee proposte, che peraltro hanno tenuto conto dei principi cardine del decreto che era stato predisposto, e ha condiviso anche l'ipotesi che vi sia un riconoscimento pieno all' interno del Dpcm di adeguamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea) di tutte le tecniche per fecondazione medica assistita". Il ministro Lorenzin, alla festa dell'Unità, a Bologna, ha sottolineato la "necessaria approvazione di una legge, anche da un punto di vista pratico" ed ha evidenziato l'esigenza di un intervento parlamentare "per normare alcuni elementi, il primo dei quali è quello dello stanziamento dei fondi. C'è poi tutta una serie di problemi che senza un registro nazionale non si possono risolvere". Intanto, sul fronte cattolico, si levano gli scudi. "Sul piano strettamente logico, direi che si vuole giustificare una selezione - perché è inutile dire che questa non sia una selezione, c'è poco da fare - attraverso una distinzione che trovo assolutamente ingiustificata: quella tra coppie che adottano e coppie che chiedono l'eterologa...", ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei.

Quanto ai costi, circa 6,6 milioni di euro, secondo una stima approssimativa, potrebbe essere il costo a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) se la fecondazione eterologa, come previsto, fosse inclusa nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero gratuita o con una compartecipazione economica da parte del cittadino. La stima è dell'avvocato Mariapaola Costantini, responsabile settore procreazione di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, la quale rileva come, in ogni caso, questo ''rappresenterebbe un costo sostenibile''. La stima si basa su un calcolo approssimativo ma dà l'idea del 'peso' economico che l'eterologa potrebbe avere per il Ssn: ''Considerando - spiega Costantini - che il costo standard medio che la Regione deve affrontare per una fecondazione omologa è oggi pari a circa 2.500-2.700 euro, vanno calcolati i costi aggiuntivi legati all'eterologa, dal potenziamento necessario dei sistemi di crioconservazione dei gameti ai percorsi per i donatori. Su questa base, si può stimare il costo a carico delle Regioni per una eterologa come pari a circa 3.000-3.200 euro''. A tale costo però, precisa, ''va sottratta la compartecipazione attraverso il ticket da parte dei cittadini, che potrebbe prevedersi intorno ai 1.000 euro''. Se si considera inoltre che, secondo le ultime stime dell'Osservatorio sul turismo procreativo, sono oltre 3.000 l'anno le coppie italiane che si recano all'estero per ottenere l'eterologa, afferma l'avvocato, ''possiamo stimare in circa 6,6 milioni di euro il costo approssimativo che l'eterologa avrebbe per il Ssn''. Il problema vero, però, osserva l'esperta, ''è l'attuale 'giungla' delle tariffe nelle Regioni.

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