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Consulta, cade il divieto della fecondazione eterologa

Legge 40: in 10 anni oltre 20 ''bocciature''

09 aprile, 16:29
Procreazione: Consulta, cade divieto eterologa Procreazione: Consulta, cade divieto eterologa

Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito - a quanto apprende l'ANSA - la Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. La Consulta, nell'odierna Camera di Consiglio - spiega la Consulta - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1, della Legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita.

Legali Gallo-Baldini, cade un veto anacronistico
Con la decisione della Corte Costituzionale sulla fecondazione eterologa cade "un divieto anacronistico che penalizza e discrimina proprio coloro che presentano forme di sterilità assoluta, non consente di realizzare il progetto genitoriale e di famiglia di tante coppie, impedisce l'esercizio di un diritto alla procreazione cosciente e responsabile come sancito in leggi nazionali e dichiarazioni internazionali". Lo affermano dopo la decisione della Consulta gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, rispettivamente legale dell'associazione e della coppia che ha fatto ricorso al Tribunale di Firenze facendosi così promotrice di una delle azioni giunte fino alla Corte Costituzionale. "E' ben evidente - aggiunge Baldini - come il divieto generalizzato era del tutto sproporzionato rispetto alla rilevanza degli interessi in campo e ai rischi della tecnica che possono essere evitati con una adeguata normativa sul modello di quanto fatto in altri paesi europei". 

Associazione Coscioni, nessun vuoto normativo
La decisione della Corte Costituzionale, che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa, non potrà essere più modificata dal Parlamento. Lo sottolinea in una nota l'associazione Luca Coscioni. ''La sentenza di oggi della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di eterologa previsto dalla legge 40 del 2004 ha valore di legge e non è oppugnabile - si legge nella nota -. Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa. Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità. Nessun vuoto normativo, ma con la legge 40 così modificata garanzie per i nati e per le coppie''.

Gambino, Corte marginalizza interessi del nascituro
"Si tratta di una decisione grave e impegnativache avrà ripercussioni sulla concezione della famiglia e sulla percezione degli interessi dei soggetti più deboli, che in questa vicenda sono i bambini che nasceranno, ai quali viene privata ogni certezza sulle loro origini". Lo afferma Alberto Gambino, ordinario di diritto privato e direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell'Università Europea di Roma.

Galan, il diritto vince sull'ignoranza
"Dopo anni di battaglie, giudiziarie, politiche, ideologiche, e soprattutto, umane, questa mattina l'ultimo muro della sciagurata Legge 40 viene a cadere con il più importante dei pronunciamenti per il nostro ordinamento: incostituzionalità del divieto di fecondazione eterologa. Un fatto, un dato, una porta che, finalmente, si apre per centinaia di persone''. E' il commento del presidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan.

Vendola, basta ipocrisie sui diritti persone
"Dopo la Corte Europea anche la Corte Costituzionale boccia la crudeltà ideologica della legge 40 e ci dice che Italia deve liberarsi dall'ipocrisia esistente sui diritti delle persone. Servirebbero in questo Paese leggi civili e moderne sui diritti, ma che non si faranno perchè chi volle quelle norme oscurantiste sulla fecondazione oggi è ancora al governo con Renzi, e lo dico per chi se lo fosse dimenticato". Così Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.

Cirinnà, demolita deriva integralista
"Fin da quando è stata scritta la legge 40 risultava un testo ideologico e per questo è stato smontato pezzo dopo pezzo dalla Consulta che ha sempre riconosciuti i diritti dei tanti cittadini che con coraggio hanno deciso di intraprendere una lunga e doloroso percorso giudiziario. Anche quest'ultima pronuncia era scontata e per fortuna ha riposizionato in Europa. Su questo dovrebbero riflettere e fare autocritica tutti coloro che votando quella legge scelsero per il nostro Paese una deriva integralista". Lo afferma la senatrice del Pd Monica Cirinnà.

Sacconi, la Corte Costituzionale perde credibilità
"Non è difficile immaginare che i Costituenti si stiano "rivoltando nelle loro tombe" di fronte ad una interpretazione dei principi costituzionali che conduce a consentire la fecondazione assistita sulla base di un cocktail in laboratorio di elementi genetici originati da più genitori". Lo afferma in una nota il Presidente dei Senatori del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi, aggiungendo: "Siamo di fronte alla prova provata della perdita di credibilità e autorevolezza di una Corte i cui criteri di nomina devono essere profondamente modificati".

Lenzi, Consulta smonta impianto ideologico
"La sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il divieto alla fecondazione eterologa era scontata e ampiamente prevista. Della legge 40 ad oggi non rimane quasi più niente dal momento che i progressivi interventi hanno smontato l'impianto della legge e dichiarato illegittimi i punti più ideologici. Dopo questo nuovo intervento della Corte Costituzionale si rende necessario un aggiornamento della normativa su questo delicato tema". Lo dice Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.

Roccella, sì eterologa apre a deriva pericolosa
Con la decisione della Consulta di cancellare il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla Legge 40, ''si apre una deriva molto pericolosa: la sentenza di oggi non è una soluzione per le coppie ma apre nuovi gravi problemi che la legge, una norma equilibrata che aveva dato buoni risultati, aveva finora evitato''. Lo afferma Eugenia Roccella (Ncd), ex sottosegretario alla Salute e sostenitrice dell'impianto previsto della Legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, annunciando che nei prossimi giorni presenterà una proposta di legge sulla materia.

Accademia pontificia Vita, la sentenza sconcerta
''Lascia sconcerto e dispiacere'' la pronuncia della Corte Costituzionale che toglie il veto alla fecondazione eterologa; la sentenza ''crea ora delle conseguenze difficili da gestire sia per il nascituro che all'interno della coppia''. Lo dice all'ANSA il Rev. Renzo Pegoraro, Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita.

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