Percorso:ANSA > Salute e Benessere > Sanità > Giudice ordina test preimpianto in un centro pubblico Roma

Giudice ordina test preimpianto in un centro pubblico Roma

Sara' il primo a eseguire esame dopo la legge 40

22 ottobre, 19:57

Potra' essere il primo centro pubblico, quello della Unità operativa di Fisiopatologia della Riproduzione del Centro S. Anna, diretta dal professor Antonio Colicchia, ad eseguire un test preimpianto per la fecondazione assistita ad una coppia non sterile, contrariamente a quanto sostiene la legge 40. La Asl Roma A, a seguito della sentenza del Tribunale di Roma che le ha intimato di effettuare la diagnosi genetica preimpianto (Pgd) su una coppia fertile affetta da fibrosi cistica, ha stabilito che "l'intervento sarà effettuato direttamente presso una propria struttura''. Un'altra sentenza a Cagliari aveva obbligato un centro pubblico ad eseguire il test, ricorda Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni. Ma a differenza di Cagliari, dove l'esame e' stato eseguito in un centro convenzionato, questa volta l'esame sara' 'interno' all'ospedale. La legge 40 all'articolo 14 comma 5 prevede che la coppia può chiedere di conoscere lo stato di salute dell'embrione. La struttura pertanto deve mettere in condizione il medico di fornire le informazioni richieste, altrimenti risulta violato l'articolo 6 della legge che prevede un consenso informato analitico per fasi del trattamento. Il registro nazionale sulla PMA riporta sul proprio sito l'elenco delle strutture pubbliche e private autorizzate. La decisione del Tribunale di Roma dello scorso settembre riguarda i coniugi Costa e Pavan ed e' considerata, spiega Gallo, ''di importanza fondamentale perché ha reso direttamente applicabile nel nostro ordinamento una sentenza della Corte EDU che è fonte principale nel nostro ordinamento, senza rinviare la legge alla Corte Costituzionale''. Il presidente della commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio Rodolfo Lena ha seguito con attenzione la lunga battaglia legale della coppia affetta da fibrosi cistica che sarà sottoposta a diagnosi genetica preimpianto al Sant'Anna di Roma. La coppia è stata informata ieri dal direttore dell'Unità operativa di Fisiopatologia della Riproduzione, Antonio Colicchia, della decisione assunta dalla Asl. "Si tratta di una notizia dall' altissimo valore simbolico - commenta Lena - che costituisce la migliore risposta possibile a chi pensava che il settore pubblico non potesse essere in alcun modo concorrenziale nel campo della genetica e della fecondazione assistita. Si apre così una nuova strada per tante coppie, con l'ulteriore buona notizia costituita dal fatto che il Sistema sanitario regionale farà certamente da calmiere rispetto ai costi molto elevati della diagnosi genetica preimpianto. Come istituzione non possiamo che supportare questi esempi di eccellenza nati in seno a una nostra Asl - conclude - grazie a investimenti strategici e alla valorizzazione delle professionalità".

Ma sottolinea la parlamentare Pdl Eugenia Roccella, secondo il Tribunale di Roma la sentenza della Corte dei Diritti dell'Uomo, che consente la diagnosi preimpianto alla coppia Costa - Pavan, va applicata in modo estensivo e non soltanto ai soggetti che hanno fatto ricorso. ''Si tratta di un'interpretazione molto discutibile che pone una serie di dubbi e apre nuove criticità - afferma la parlamentare Pdl Eugenia Roccella - non spetta alla magistratura stabilire i requisiti delle strutture e i criteri di appropriatezza dei trattamenti, e l'interventismo dei tribunali rischia di mettere in seria crisi la sanità pubblica''. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA