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In Italia +12% suicidi dal 2006, il 'killer' e' la crisi

A rischio anche gli under 14; 10/9 giornata mondiale prevenzione

09 settembre, 00:13
(di Manuela Correra) Sono sempre di più le 'morti silenziose' nel nostro Paese: in soli 7 anni, infatti, i suicidi in Italia sono aumentati del 12%. Un tragico 'picco' che vede nella crisi economica perdurante la causa piu' frequente. Ma sempre più a rischio sono anche i giovanissimi, soprattutto gli under-14, tra i quali il malessere 'esistenziale' è invece più spesso legato alle separazioni familiari.

Alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio che - promossa dalla International Association for suicide prevention e dalla Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) - si celebra martedì 10 settembre con varie iniziative, il responsabile del Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell'Ospedale S. Andrea di Roma-Universita' La Sapienza, Maurizio Pompili, 'fotografa' il fenomeno in Italia sottolineando la necessità di ''aumentare la consapevolezza del fenomeno suicidiario, in quanto esso rappresenta, tra le cause di morte, quella che, più di ogni altra, può essere prevenuta''.

''Negli ultimi 7 anni - spiega l'esperto - il picco di suicidi, con un preoccupante aumento del 12%, ha interessato soprattutto la popolazione fra 25 e 60 anni, ovvero soggetti in età lavorativa. La causa in molti casi è la crisi economica che sta rendendo sempre più difficili le condizioni di vita ''. Ma un rischio crescente si registra anche tra i più giovani: ''Pure tra i bambini sotto i 14 anni - avverte Pompili - il numero di suicidi è preoccupante''. Una recente indagine dell'Istituto superiore di sanità-S.Andrea, sottolinea, ''ha rilevato infatti che dal 1971 al 2008 in Italia si sono avuti 374 suicidi tra gli under-14, con casi sotto i 10 anni''. Per i ragazzini, la causa del gesto va ricercata soprattutto nell'ambito familiare: ''Conflitti, separazione dei genitori, mancanza di accudimento - afferma Pompili - sono le ragioni principali alla base del fenomeno ''. Recenti anche alcuni tragici episodi di giovanissimi che hanno deciso di togliersi la vita per la propria omosessualità e le sofferenze legate a tale condizione: ''Rispetto a queste situazioni - avverte lo specialista - un ruolo determinante giocano anche i mass-media ed il modo in cui l'informazione è trasmessa. Se si parla infatti di 'suicidi gay' solo con un taglio sensazionalistico, il rischio e' un effetto imitativo, soprattutto tra i più giovani. Di suicidio, invece, bisogna parlare molto ma in termini corretti, puntando cioè alla prevenzione e dando indicazioni sul come cercare aiuto e abbattere i pregiudizi, tanto più più che è stata anche riscontra una tendenza all'emarginazione da parte della comunità nei confronti dei 'survivors' e dei familiari coinvolti ''.

Prevenire e sensibilizzare sono dunque le parole 'chiave' per arginare un fenomeno che, oggi, ha numeri che destano un forte allarme sociale: l'Oms stima infatti che ogni anno nel mondo muoiano un milione di persone per suicidio (due morti ogni minuto) con un tasso di mortalità di 14,5 su 100.000 abitanti.

In molti paesi industrializzati, il suicidio è addirittura la seconda-terza causa di morte tra gli adolescenti e i giovani e, avverte l'Oms, si prevede un trend fino a un milione e mezzo di suicidi nel 2020.

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