Crisi:a rischio eccellenze sanita',salve con tecnogie'smart'
Tagliati costi,check smartphone per malati a casa;in Usa realta'
06 maggio, 19:03(ANSA) - ROMA, 06 MAG - La crisi morde e comincia a mettere in difficolta' anche le eccellenze in sanita', di qua come di la' dall'Atlantico. Ma la strada per la 'salvezza' e' gia' tracciata e passa per la banda larga, la telemedicina e anche per gli smartphone, che consentono (o meglio consentiranno) da un lato di monitorare con chek up accurati e 'curare' a casa i pazienti, eliminando costosi e a volte inutili ricoveri, dall'altro di avere 'luminari' a disposizione rapidamente e in ogni parte del mondo per consulti iper-specialistici in tempo reale. Di questo si sta discutendo in questi giorni a Taormina al meeting annuale del 'gotha' della pediatria mondiale, che per il secondo anno si svolge in Italia, unico rappresentante italiano l'ospedale pediatrico Bambino Gesu' e solo 10 su una cinquantina le strutture 'top' coinvolte non statunitensi.
''Abbiamo scoperto - spiega Giuseppe Profiti, presidente del Bambin Gesu' che quest'anno ospita il Children's Hospital's International Executive Forum (CHIEF) - che i nostri sistemi sanitari hanno tutti, anche se i modelli sono diversi, il problema della sostenibilita', anche come conseguenza della crisi finanziaria. E per la prima volta l'intero meeting sara' focalizzato proprio sulla 'esibizione' delle tecnologie, che permettono di prendere la materia prima piu' costosa e preziosa, la conoscenza dei medici, e di spostarla nello spazio e nel tempo nel modo piu' economico possibile''. Cosi', ad esempio, tutti gli esperti raccolti a Taormina, attraverso un tablet si sono controllati ''nel giro di mezz'ora, ''pressione, battito e ossigenazione del sangue, tutti i parametri vitali, semplicemente collegandoci al sistema del Miami Children's Hospital'' che ha di fatto ''una centrale aperta 24 ore su 24 e specialisti disponibili continuamente per dare consulti a chi controlla i parametri vitali o a chi chiede una 'second opinion' ''. Una realta' ormai negli Stati Uniti non solo a Miami, che sta diventando ''modello di gestione nelle economie avanzate occidentali, che hanno popolazione sempre piu' anziana e cronica e che va piu' 'accudita' che curata dal punto di vista medico'' e che nel nostro Paese incontra prima di tutto l'ostacolo della ''scarsa diffusione della banda larga. Al Bambin Gesu' gia' gestiamo in telemedicina tutti i nostri centri regionali - spiega ancora Profiti - ma per diffondere sul territorio, dagli altri presidi ospedalieri fino al pediatra di libera scelta, la conoscenza degli specialisti e' indispensabile un investimento in infrastruttura tecnologica''. Peraltro, secondo l'esperto, ''situazioni come la nostra, con venti sistemi regionali e il 40% delle Regioni che non supera i due milioni di abitanti, ben lontani dal bacino ottimale per le alte specialita', richiedono forse un ripensamento della programmazione in ottica sovraregionale. Per le alte specializzazioni probabilmente il perimetro amministrativo delle regioni andrebbe superato per sfruttare le economie di scala e consentire da un lato una maggiore fruibilita' dei servizi per i cittadini e dall'altra un risparmio consistente'' per la sanita' pubblica.(ANSA).








