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Fiaso, taglio servizi in 95% ospedali con spending review

'Misure rigore inapplicabili'

13 dicembre, 18:03
Fiaso, taglio servizi in 95% ospedali Fiaso, taglio servizi in 95% ospedali

I tagli imposti dalla legge di spending review e da quella di stabilita' sono ''inapplicabili'', tanto che ''per il 95% delle aziende sanitarie la politica di rigore si tradurra' in una riduzione dei servizi e delle prestazioni rese ai cittadini''. A lanciare l'allarme e' il presidente della Federazione italiana di Asl e ospedali (Fiaso), Giovanni Monchiero, presentando oggi una ricerca condotta tra le stesse aziende sanitarie sullo stato di attuazione della spending review in sanita'. 

   L'indagine Fiaso e' stata condotta su un campione rappresentativo di 45 tra Asl e ospedali (il 20% del totale) e scatta la fotografia sui risultati ottenuti dalle aziende sanitarie e ospedaliere nella ricontrattazione dei contratti di fornitura di beni e servizi. Punto di partenza è la spending review della scorsa estate, che imponeva alle aziende di tagliare del 5% i contratti di fornitura, che vanno dai servizi di lavanderia e mensa ai dispositivi medici come le protesi e le risonanze magnetiche. Un taglio che la legge di stabilità, in via di approvazione in Parlamento, ha poi raddoppiato portandolo al 10% nel 2013.

"Purtroppo - avverte Monchiero - i primi segnali non sono positivi e molte aziende si vedono già costrette a tagliare su altri fattori produttivi, come ad esempio il personale, oltre a quei servizi territoriali dove è più facile intervenire, come l'assistenza domiciliare o quella agli anziani nelle case di riposo". Da tutta l'Italia, afferma Monchiero, "arrivano segnali inquietanti, regioni virtuose incluse". L'obiettivo dei tagli imposti è dunque irrealizzabile, poiché, rileva la Fiaso, "nell'anno in corso i fornitori, in media, hanno concesso sconti solo del 2% mentre la riduzione attesa per il 2013 cresce appena al 2,6% contro il 10% programmato dalla legge di stabilità".

Inoltre, proprio le Regioni più virtuose, che non sono in piano di rientro, sono quelle più in difficoltà, con sconti che toccano appena l'1,8% nel 2012 e l'1,9% nel 2013. Segno, avverte la Fiaso, che "i tagli lineari finiscono per penalizzare chi è stato fino ad oggi più efficiente e non quindi nella condizione di ottenere altre riduzioni di prezzo da contratti già ridotti all'osso". (ANSA).

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