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Crisi:spesa welfare da sociale diventa familiare e aziendale

famiglia rete protezione affidabile ma aumenta ricorso a badanti

17 novembre, 14:20
(ANSA) - ROMA, 17 NOV - Alla vigilia del 2012 proclamato 'Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarieta' tra le generazioni', la crisi morde i bilanci dei Paesi Ue, ma anche e soprattutto il bilancio delle famiglie italiane che sempre piu' fanno fronte di tasca propria a spese di assistenza ad anziani e disabili. ''Una riforma del welfare e' improcrastinabile, l'Europa intera deve trovare soluzioni al problema'' ha detto il presidente Anaste e Federsalute Alberto De Santis in apertura del convegno annuale dell'Associazione nazionale strutture terza eta'.

Il welfare in Italia ha, come sottolineato dal vice direttore del Censis Carla Collicelli, ''una tradizione molto ampia e articolata che deriva dalla rete di beneficenza cattolica, dal filone della mutualita' operaia, dal sistema centralista del fascismo e prima repubblica, dal successivo decentramento. E oggi e' diventato riparativo, quindi prevalentemente ospedalizzante, iniquo e previdenziale. Con una spesa annua a famiglia - precisa lo studio Censis - pari a 958 euro per servizi non coperti dal Ssn (dai farmaci a prezzo pieno alla diagnostica non rimborsabile). Spesa che sale a una media di 1418 euro per quei nuclei familiari che devono affrontare spese odontoiatriche. La famiglia in Italia e' ancora un paracadute molto affidabile, ma vi aumenta lo stress e i problemi di conciliare l'accudimento con il lavoro. Per cui anche in tempi di crisi, aumenta il ricorso alle 'badanti': lo facevano l'8,7% delle famiglie nel 2003, e' una scelta per il 10,1% delle famiglie nel 2008''. Una spesa che diventa ''catastrofica'' per il 4,1% delle famiglie perche', ha sottolineato la ricercatrice di economia sanitaria Grazia Labate, ''supera il 40% della capacita' di pagamento. Aiuti tuttavia arriva dall'aumento degli integrativi aziendali pari al 2,3% nei rinnovi contrattuali 2009-2011''.(ANSA).

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