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Sanità: 15% italiani con asma e Bpco, 1 su 6 sbaglia terapia

Congresso esperti malattie respiratorie, in arrivo nuovi farmaci

20 gennaio, 19:18
(ANSA) - ROMA, 20 GEN - Quindici italiani su 100 soffrono di malattie respiratorie persistenti come asma e BPCO, ma 1 su 6 sbaglia la terapia. E' il dato sottolineato dagli esperti riuniti a Verona per il 20/mo Congresso Nazionale sulle Malattie Respiratorie 'Asma Bronchiale e Bpco: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie'. Dagli specialisti arriva però anche l'annuncio che nuovi e più efficaci farmaci sono in arrivo. Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e Asma Bronchiale, rilevano gli esperti, continuano ad affliggere gli italiani: sono circa sei milioni le persone che soffrono di BPCO; tre milioni quelle interessate dall'asma. Più di 300mila, invece, quelle con asma grave. Ad essere maggiormente colpiti, con un aumento proprio negli ultimi mesi, gli anziani. Ma in crescita anche la percentuale di popolazione femminile. In arrivo, però, nuovi farmaci e algoritmi speciali che consentiranno una terapia sempre più personalizzata.

Fondamentale, spiegano gli eperti, "è infatti l'approccio biologico nella terapia dell'asma, che sta sempre più prendendo piede. Si tratta di prodotti high-tech che vanno a colpire come 'proiettili' le parti malate: sostanze ulteriormente raffinate e anticorpi monoclonali possono arrivare a colpire i delicati meccanismi che sostengono la malattia asmatica. In questo modo, quindi, ci si muove verso una terapia sempre più mirata, sia in fatto di molecola curante, sia in fatto di modalità di assunzione". Tuttavia, spiega Roberto Dal Negro, responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria con sede a Verona e promotore del congresso, "se da un lato è aumentata l'efficacia dei farmaci, persiste il problema su come questi vengano utilizzati dal paziente e su come il prescrittore informi sul corretto utilizzo degli stessi. La mancanza di attenzione coinvolge ancora 6 italiani su 10, provocando la non corretta gestione di tali malattie. Di conseguenza - conclude Dal Negro - aumentano anche i costi sanitari, per una spesa che è arrivata a sfiorare 1 punto di PIL, pari a circa 15 miliardi di euro".(ANSA).

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