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Via ai test sull'uomo del vaccino anti Aids di Gallo

Passo avanti per coscopritore virus, decine tentativi falliti

14 ottobre, 17:45
Roberto Gallo, conosciuto come il co-scopritore dell'Hiv Roberto Gallo, conosciuto come il co-scopritore dell'Hiv

Quello di arrivare a un vaccino contro l'Hiv è un traguardo ambitissimo, in cui si sono cimentati, finora senza grande fortuna, più di 50 'candidati' testati in oltre 100 trial clinici sull'uomo. L'ultimo in ordine di tempo a 'iscriversi' è in realtà lo scienziato che probabilmente più di tutti conosce il virus, quello che ha dimostrato per primo che era l'Hiv a provocare l'Aids. Robert Gallo, conosciuto come il 'co-scopritore' dell'Hiv anche se poi il Nobel è andato al gruppo francese di Luc Montaigner, ha annunciato l'avvio della sperimentazione umana del proprio vaccino, a cui sta lavorando da 15 anni.

Il test dovrà stabilire soltanto se il vaccino è sicuro e se suscita una risposta immunologica, durerà un anno e sarà effettuato su 60 volontari. Il progetto è stato finanziato con 23 milioni di dollari dalla fondazione Gates e dall'esercito Usa. "Ci abbiamo messo così tanto - spiega Gallo - perchè abbiamo voluto prima fare una serie estesa di test sulle scimmie, poi abbiamo avuto i normali problemi cambiando il metodo di produzione per rendere il vaccino iniettabile nell'uomo e abbiamo dovuto lottare per i fondi. Volevamo il maggior numero di risposte prima di iniziare i test clinici".

La principale difficoltà nel realizzare un vaccino per l'Hiv sta nell'abilità del virus di 'nascondersi' nel sistema immunitario. Quello messo a punto da Gallo, che dirige l'Institute of Human Virology dell'università del Maryland e che ha anche fondato una start up per il suo sviluppo, ha come obiettivo una proteina che il virus 'nasconde' ed espone solo quando sta per attaccare una cellula sana, e dovrebbe stimolare il sistema immunitario prevenendo l'infezione. Al momento nessuno dei vaccini sperimentati sull'uomo ha dato risultati apprezzabili, mentre diversi studi hanno confermato che la terapia antiretrovirale presa dalle persone sane abbassa molto il rischio di infezione. "Negli ultimi anni però è cambiata completamente la strada percorsa per il vaccino - spiega Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell'Iss -. Ora grazie alla biologia molecolare si è riusciti a 'scoperchiare' pezzi del virus che vengono nascosti, e ad usarli come obiettivo. Io penso che al vaccino si arriverà - aggiunge Vella, che fa parte del gruppo che scrive le linee guida dell'Oms sull'Aids - abbiamo sbagliato strada per troppi anni, poi umilmente qualcuno ha ricominciato da capo e ora si vedono i risultati, per ora solo sugli animali. Il vaccino serve, la terapia da sola non ce la farà a sconfiggere questo virus, nonostante i grandi progressi che abbiamo fatto anche in questo campo". 

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