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AldoMorrone, malattie povertà 'piaga' per 2 miliardi di persone

'Nobel a ricercatori patologie dimenticate è cosa straordinaria'

05 ottobre, 17:42
Sud Sudan, malaria Sud Sudan, malaria

Malattie spesso 'neglette' e dimenticate, che colpiscono i più poveri del globo e per questo ribattezzate 'malattie della povertà': rappresentano la 'piaga', ancora oggi, per 2 miliardi di persone ed il fatto che il Premio Nobel per la Medicina sia stato assegnato quest'anno a tre ricercatori dediti al loro studio ''è davvero un evento straordinario ed un grande segno di speranza''. Aldo Morrone, Presidente dell'Istituto Mediterraneo di Ematologia (Ime) e già fondatore e direttore generale dell'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (Imp), non ha dubbi: ''E' un grande risultato e l'auspicio è che da qui abbia inizio una vera azione concreta nei paesi coinvolti, nel sud del mondo''.

''Si tratta di malattie complesse ma verso le quali c'è sempre stata una forte disattenzione, in quanto - spiega l'esperto - non sono malattie 'diffusive', con contagio da uomo a uomo, ma che si trasmettono attraverso il contatto con insetti o animali. Sono dunque localizzate soprattutto in Africa e Asia, e ciò spiega il 'disinteresse' dell'Occidente, ma ciò che si dimentica è che in quei Paesi tali malattie causano ancora adesso milioni di morti''. L'Organizzazione mondiale della Sanità, nella sua 'lista', ne conta 18: ''Si va dalla scabbia, da noi sotto controllo ma che nel sud del mondo è spesso letale soprattutto tra i bambini, alla lebbra, con 300mila nuovi casi l'anno, dalla dengue alla lesmaniosi. Solo quest'ultima - avverte Morrone - mentre in Occidente riguarda gli animali, nel sud del mondo colpisce 350 mln di persone''. Ne sono ad esempio portatori, afferma lo specialista, ''anche molti rifugiati provenienti dalla Siria, essendo Aleppo una zona endemica. Va però ribadito che non è una malattia contagiosa e viene trasmessa solo da insetti''. Anche la malaria, aggiunge, ''conta ancora 500 mln di casi l'anno, con 1,5 mln di decessi dei quali la metà è rappresentato da bambini''. A fronte di tali numeri, il Nobel alle 'malattie dimenticate' è dunque un ''segno di grande importanza'': ''Qualche anno fa - racconta Morrone - ho conosciuto la ricercatrice cinese premiata, Youyou Tu. Rimasi colpito dal suo straordinario impegno, nonostante il poco interesse per questo ambito di studio anche da parte dello stesso mondo scientifico''. Ora, dopo il Nobel, si apre però un'altra grande sfida, quella forse decisiva: ''Bisogna adesso cominciare a investire seriamente in queste aree del mondo - dice Morrone - coinvolgendo medici e ricercatori locali, affinchè anche i nuovi farmaci contro queste malattie possano essere utilizzati subito, pure in via sperimentale, e con un abbattimento dei costi, che sono ancora troppo elevati''. Un fronte, questo, che vede l'Ime in prima linea: ''A novembre, ad esempio - annuncia l'esperto - saremo ad Addis Abeba, dove prenderà il via il congresso internazionale sulle malattie 'neglette' e le nuove prospettive di cura. L'obiettivo è coinvolgere le istituzioni locali, ma anche - sottolinea - sensibilizzare il mondo della ricerca e le aziende del farmaco''.

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