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Stamina, Lorenzin: bocciatura del Comitato è senza appello

'La sperimentazione non si farà', conclusioni definitive

06 ottobre, 09:19
Il ministro della salute Beatrice Lorenzin Il ministro della salute Beatrice Lorenzin

"Il verdetto del Comitato di esperti sul metodo Stamina è un verdetto senza possibilità di appello". Lo afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a proposito della bocciatura del metodo Stamina da parte del Comitato. Su queste basi, ha aggiunto, "la sperimentazione non si farà".

''Le condizioni per avviare una sperimentazione con il cosiddetto metodo Stamina, con particolare riferimento alla sicurezza dei pazienti, non esistono'', si legge nelle conclusioni del parere del Comitato di esperti consegnato al ministro della Salute. I ''metodi Stamina per la preparazione di cellule staminali mesenchimali Msc - si legge ancora - non sono adeguati''

"Abbiamo ricevuto la relazione tecnica del Comitato - ha spiegato il ministro - ed ora gli uffici la stanno elaborando. Posso dire, avendo letto solo le conclusioni della relazione scientifica, che il verdetto del Comitato è senza possibilità di appello". E tale verdetto, ha sottolineato Lorenzin, "dice che il metodo Stamina non sussiste e non ci sono i requisiti né di efficacia né per poter iniziare una sperimentazione". Dunque, "se non emergono ulteriori elementi, la sperimentazione non si farà. Le conclusioni del Comitato - ha concluso il ministro - sono definitive".

Sul decreto che prevede la sperimentazione in Italia "la via - ha aggiunto il ministro - è quella della soppressione del decreto Balduzzi". "Spero anche - ha aggiunto - che con serenità il nuovo Csm apra una fase di riflessione sul rapporto tra giustizia e scienza".

Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, "è un imprenditore, e come tale legittimamente può fare ricorso a tutti gli strumenti che ci sono per tutelare i suoi interessi", ha detto Lorenzin. "Il mio interesse - ha precisato il ministro - è tutelare la salute dei pazienti".

E' stata una valutazione raggiunta all'unanimità quella con la quale il Comitato di esperti nominato dal ministro della Salute ha bocciato il metodo Stamina ideato da Davide Vannoni. Nel parere, consegnato al ministero della Salute, gli esperti avrebbero infatti affermato che non esistono i presupposti per fare partire la sperimentazione scientifica del protocollo Stamina, che utilizza cellule staminali a fini terapeutici per il trattamento di un gran numero di patologie neurologiche.

Ieri pomeriggio, il Comitato - presieduto dall'ematologo Michele Baccarani - si è confrontato in videoconferenza, per rendere possibile anche la partecipazione degli specialisti stranieri (due statunitensi) nominati tra i membri. Il lavoro degli esperti, avviato circa sette mesi fa dopo la nomina da parte del ministro Beatrice Lorenzin, si è dunque concluso, raggiungendo una valutazione unanime. Si tratta della seconda bocciatura del protocollo Vannoni. La prima arrivò infatti dal primo Comitato di esperti di nomina ministeriale. Ma tale pronuncia del Comitato venne però 'fermata' dal Tar: a seguito della sentenza del tribunale - che mosse vari rilievi, a partire dalla contestazione di non imparzialità del Comitato - il ministero della Salute procedette alla nomina di un secondo Comitato, le cui conclusioni sono appunto giunte ieri. Dopo la pronuncia del primo Comitato, le infusioni secondo il metodo Stamina sono però proseguite presso gli Spedali Civili di Brescia, a seguito delle pronunce favorevoli di diversi giudici.
Ciò è stato possibile sulla base della cosiddetta legge Balduzzi che stabiliva la prosecuzione del trattamento per quei pazienti che lo avessero già iniziato. Uno 'stop' agli Spedali Civili di Brescia è però arrivato di fatto lo scorso agosto, con la decisione della magistratura di sequestrare le cellule ed i macchinari per il protocollo Stamina, sulla base della sussistenza di un pericolo per la salute dei pazienti. Il sequestro è stato confermato pochi giorni fa dal Gup di Torino.
Prima del sequestro delle cellule, erano una trentina i pazienti in trattamento a Brescia. Dura la replica di Davide Vannoni: "è un parere che ci aspettavamo ed ora ritorneremo dunque al giudice del Tar. Il nuovo Comitato - ha affermato - non ci ha proposto alcun incontro, come era stato invece indicato dalla sentenza del Tar". Da qui l'annuncio di un nuovo coinvolgimento del Tar, "per vedere - ha proseguito Vannoni - se effettivamente questo Comitato abbia applicato le indicazioni del tribunale".
La cosa "gravissima" - ha concluso il presidente di Stamina Foundation - è che ancora una volta è stata violata una legge dello Stato, ovvero la legge Balduzzi che prevedeva la sperimentazione del metodo Stamina".

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