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Cacao utile contro Alzheimer e Parkinson
15 aprile, 20:32 (ANSA) - MILANO, 15 APR - Le abitudini alimentari e la
presenza di antiossidanti nella dieta possono giocare un ruolo
sull'incidenza delle patologie neurodegenerative come
l'Alzheimer e il Parkinson. In particolare, i polifenoli del
cacao stimolano la neuroprotezione, attivando la sopravvivenza
del fattore neutrofico cerebrale Bdnf (che contribuisce a
sostenere la sopravvivenza dei neuroni esistenti, e favorire la
crescita di nuovi). E' quanto ha scoperto uno studio
dell'Istituto di Ricerca Sbarro di Philadelphia,
dell'Universita' di Siena e dell'Aquila, pubblicato sul 'Journal
of Cellular Biochemistry'.
''I nostri studi - spiega Annamaria Cimini dell'ateneo aquilano - dimostrano, per la prima volta, che i polifenoli del cacao non agiscono solo come un mero antiossidante, perche', direttamente o indirettamente, sono capaci di attivare il percorso di sopravvivenza del Bdnf, contrastando la morte neuronale''. Comprendere il potenziale di prevenzione e il meccanismo d'azione di un alimento ''puo' rappresentare un mezzo per limitare la progressione del deterioramento cognitivo'', aggiunge Antonio Giordano, direttore dell'Istituto Sbarro per la Ricerca sul Cancro e Medicina Molecolare. Questi risultati, secondo i ricercatori, possono avere importanti implicazioni per la prevenzione del deterioramento cognitivo negli anziani e nelle malattie neurodegenerative, contrastando la progressione della malattia. (ANSA).
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''I nostri studi - spiega Annamaria Cimini dell'ateneo aquilano - dimostrano, per la prima volta, che i polifenoli del cacao non agiscono solo come un mero antiossidante, perche', direttamente o indirettamente, sono capaci di attivare il percorso di sopravvivenza del Bdnf, contrastando la morte neuronale''. Comprendere il potenziale di prevenzione e il meccanismo d'azione di un alimento ''puo' rappresentare un mezzo per limitare la progressione del deterioramento cognitivo'', aggiunge Antonio Giordano, direttore dell'Istituto Sbarro per la Ricerca sul Cancro e Medicina Molecolare. Questi risultati, secondo i ricercatori, possono avere importanti implicazioni per la prevenzione del deterioramento cognitivo negli anziani e nelle malattie neurodegenerative, contrastando la progressione della malattia. (ANSA).








