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Sanita': uomo cambia forme, braccia lunghe e pene piu' corto
cambiamento caratteri antropometrici studiato ricercatori Padova
23 febbraio, 17:33 (ANSA) - PADOVA, 23 FEB - L'uomo del Terzo millennio sta
subendo modificazioni sostanziali delle strutture corporee, con
con un aumento delle misure delle braccia e delle gambe, ma con
un accorciamento della misura del pene. E' il risultato di uno
studio sulle caratteristiche antropometriche di 2.019 giovani
(eta' media 18,9 anni) compiuto dal Servizio per la Patologia
della riproduzione umana dell'Azienda ospedaliera universitaria
di Padova, diretta dal prof. Carlo Foresta, e presentati oggi ad
Abano Terme in un convegno. Confrontando i dati sulle misure
degli oltre 2000 giovani del campione, i ricercatori hanno
individuato significativi sfasamenti: in base ai parametri
considerati fino ad oggi normali, nel rapporto apertura braccia
-altezza (che nell'individuo normale deve essere uguale o di
poco superiore all'altezza), il 36% del campione risulta avere
le braccia piu' lunghe, cosi' come il 47,7% ha le gambe piu'
lunghe rispetto al tronco. Si vanno modificando anche le
dimensioni del pene: mediamente lungo 9,7 centimetri nel 1948, 9
cm. nel 2001, 8,9 cm. nel 2012 si ferma a 8,9 cm.
''Le proporzioni del sistema scheletrico - spiega Foresta - sono governate essenzialmente dal sistema endocrino e i particolare dagli ormoni gonadici, quindi del testicolo. Ci siamo anche chiesti quali possono essere state le influenze che hanno interferito con gli ormoni riuscendo a modificare in modo sostanziale la struttura; l'ipotesi piu' probabile e' che ci siano cambiamenti ambientali che in qualche modo influiscono sul sistema endocrino''.
Un ruolo importante, spiega lo studioso, gioca anche il grado di obesita': nella casistica analizzata il 18% dei giovani era soprappeso o obeso, ed il grado di obesita' e' correlato con le variazioni delle strutture scheletriche. ''L'obesita' infatti - conclude Foresta - influenza negativamente la produzione di ormoni durante l'eta' dello sviluppo. Per questo la lunghezza del pene e' inversamente proporzionata all'obesita'''. Negli ultimi decenni, parallelamente alla crescita del fenomeno obesita', la qualita' del liquido seminale e' andata sempre piu' peggiorando. Alcuni studi stimano che nei maschi statunitensi la qualita' del liquido seminale vada riducendosi dell'1,5% l'anno; simili stime riguardano anche i Paesi occidentali. In Italia, la rilevazione annuale dell'Istat indica che dal 2001 al 2009 la prevalenza dell'obesita' nei soggetti adulti ha mostrato un trend in lieve aumento, dall'8,3% al 10,1%. Questo andamento si osserva in entrambi i sessi, ma piu' marcatamente negli uomini: nel 2009 l'obesita' ha interessato l'11,1% dei maschi e il 9,2% delle femmine. (ANSA).
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''Le proporzioni del sistema scheletrico - spiega Foresta - sono governate essenzialmente dal sistema endocrino e i particolare dagli ormoni gonadici, quindi del testicolo. Ci siamo anche chiesti quali possono essere state le influenze che hanno interferito con gli ormoni riuscendo a modificare in modo sostanziale la struttura; l'ipotesi piu' probabile e' che ci siano cambiamenti ambientali che in qualche modo influiscono sul sistema endocrino''.
Un ruolo importante, spiega lo studioso, gioca anche il grado di obesita': nella casistica analizzata il 18% dei giovani era soprappeso o obeso, ed il grado di obesita' e' correlato con le variazioni delle strutture scheletriche. ''L'obesita' infatti - conclude Foresta - influenza negativamente la produzione di ormoni durante l'eta' dello sviluppo. Per questo la lunghezza del pene e' inversamente proporzionata all'obesita'''. Negli ultimi decenni, parallelamente alla crescita del fenomeno obesita', la qualita' del liquido seminale e' andata sempre piu' peggiorando. Alcuni studi stimano che nei maschi statunitensi la qualita' del liquido seminale vada riducendosi dell'1,5% l'anno; simili stime riguardano anche i Paesi occidentali. In Italia, la rilevazione annuale dell'Istat indica che dal 2001 al 2009 la prevalenza dell'obesita' nei soggetti adulti ha mostrato un trend in lieve aumento, dall'8,3% al 10,1%. Questo andamento si osserva in entrambi i sessi, ma piu' marcatamente negli uomini: nel 2009 l'obesita' ha interessato l'11,1% dei maschi e il 9,2% delle femmine. (ANSA).







