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Salute:poca vitamina D gravidanza ritardi linguaggio prole

16 febbraio, 14:24
(ANSA) - SYDNEY, 16 FEB - I bambini nati da madri con bassi livelli di vitamina D durante la gravidanza hanno un rischio raddoppiato di soffrire di disturbi di linguaggio in eta' scolare. Lo indica uno studio dell'Istituto di Ricerca Telethon sulla Salute Infantile di Perth, in Australia, il primo a mostrare che bassi livelli di vitamina D nell'utero possono danneggiare lo sviluppo linguistico del bambino, come l'abilita' di apprendere parole nuove e di comporre frasi piu' lunghe. Non e' emerso invece alcun legame tra la carenza della vitamina e problemi di comportamento o emotivi nell'infanzia.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Pediatrics, ha monitorato oltre 740 donne incinte, e quindi lo sviluppo e il comportamento della prole fino a 17 anni. Un quarto delle donne durante la gravidanza aveva livelli insufficienti di vitamina D, che sono generalmente legati alla scarsa esposizione ai raggi solari. Il ritardo linguistico piu' significativo e' emerso nei bambini di eta' fra cinque e 10 anni.

I risultati sono significativi, sostiene Andrew Whitehouse che ha guidato il progetto, poiche' e' noto che nei paesi avanzati i livelli di vitamina D nelle donne sono diminuiti progressivamente negli ultimi 20 anni. ''Il bebe' in via di sviluppo dipende completamente dalla madre per i suoi livelli di vitamina D, e abbiamo ora dimostrato che cio' puo' avere un impatto sul suo sviluppo cerebrale'', scrive.

''Era noto da anni che l'insufficienza di vitamina D durante la gravidanza e' associata ad una serie di effetti avversi sulla salute della prole, come scarsa crescita e asma, ma questo e' il primo studio a rivelare un'associazione con le difficolta' di linguaggio'', aggiunge. E tali problemi sono particolarmente preoccupanti se persistono negli anni di scuola. Circa il 12% dei bambini piccoli hanno ritardi linguistici ma molti di loro li risolvono prima di cominciare la scuola, mentre i problemi che persistono negli anni di scuola tendono a rimanere per gran parte della vita, osserva Whitehouse. Lo studio ha implicazioni significative, sostiene lo studioso, poiche' puo' facilitare interventi tempestivi per prevenire difficolta' di linguaggio.

(ANSA).

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