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Salute: in algoritmo segreto origine delle epidemie

20 settembre, 19:27
(ANSA) - ROMA, 20 SET - L'origine dell'epidemia di e.coli sviluppatasi nel maggio scorso in Germania, in un'azienda di catering a Francoforte, poteva essere scoperta con 15 giorni di anticipo, evitando alcuni dei decessi. Anche il modo in cui la malattia si e' propagata era prevedibile. Sembra la trama di una puntata del telefilm "Numbers", ma e' ricerca scientifica di alto livello, per di piu' italiana. Il segreto sta tutto in un algoritmo a punto al Semeion di Roma, riconosciuto dal Miur come ente speciale di ricerca, grazie al quale inserendo in un sistema pochi essenziali dati (nel caso dell'e.coli era la localizzazione dei 14 punti in cui c'erano state persone contagiate ndr) e' possibile individuare il luogo d'origine del contagio.

Il risultati forniti dal sistema, sostanzialmente un software che e' possibile installare sul pc , sono probabilistici ma il livello di "approssimazione" al risultato finale e' decisamente buono: l'errore nell'individuazione esatta dei luoghi va dai 500 metri ai 7 chilometri.

"Le applicazioni di quelli che noi scienziati definiamo sistemi artificiali adattativi- spiega il professor Paolo Massimo Buscema, direttore del Semeion - sono moltissime: si va dall'analisi incrociata dei dati, utile per facilitare ricerca medica, alla possibilita' di scoprire prima e meglio i tumori". Il software, nel primo caso, permette di inserire i dati di piu' pazienti che hanno la stessa patologia mettendoli in relazione fra loro e scoprendo in poco tempo alcuni fattori comuni o punti di divergenza grazie a un grafico, nel secondo caso invece si fa ricorso al cosiddetto "image processing", una famiglia di algoritmi utilizzati per rendere la somma di due immagini piu' nitida di quelle di partenza. In sostanza, l'"occhio virtuale" messo a punto da Semeion permette di vedere quello che i sistemi attualmente in uso nelle nostre strutture mediche non vedono: non solo, perche' nel caso di un tumore e' possibile prevederne in parte la progressione e individuare con esattezza la zona da operare.

Le potenzialita' di questo software "made in Italy" a cui si e' iniziato a lavorare nel 2008 sono state intuite negli Usa, tanto che il professor Buscema ha oggi costituito un gruppo di lavoro internazionale che comprende il professor Weldon A.

Lodwick, direttore del Dipartimento di Computational and matematical Biology dell'Universita' del Colorado a Denver, Francis Newman, professore associato di Radioterapia oncologica nella stessa Universita' e Alvin C. Bronstein, del Rocky Mountain Poison and Drug Center. Col professor Newman, in particolare, Buscema ha lavorato all'applicazione del software sui bambini malati di tumore al cervello, per stabilire una relazione tra la terapia ed eventuali deficit cerebrali nei piccoli pazienti, con conseguente diminuzione del quoziente intellettivo. "Grazie agli algoritmi di Semeion- spiega il professor Newman- e' stato possibile capire che le zone del cervello piu' colpite erano l'ippocampo e la corteccia celebrale: questo ci ha consentito, dopo averle individuate, di modulare la terapia". ''La situazione in cui si trova la ricerca italiana e' molto difficile - conclude il professor Buscema- di recente, ad esempio, ho dovuto mandare a casa due collaboratori per mancanza di fondi''. (ANSA).

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