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Morto Pitanguy, il chirurgo dei vip

Aveva 93 anni l'altro ieri aveva fatto da tedoforo per Rio 2016

09 agosto, 14:24

Ivo Pitanguy, il chirurgo plastico più famoso del mondo, è morto in Brasile all'età di 93 anni. Ha fatto la storia della chirurgia estetica scrivendo la prima pagina di un cambiamento del costume nel rapporto con il proprio corpo. Pochi giorni fa aveva fatto da tedoforo in un tratto del cammino della fiamma Olimpica di Rio 2016. Aveva diversi problemi di salute, e aveva portato la fiaccola seduto su una sedia a rotelle, sorridente come sempre. Pitanguy ha avuto un infarto nella sua casa di Rio de Janeiro, secondo quanto riferito da una sua portavoce. Nella sua Clinica di Rio, al mitico indirizzo di Rua Dona Mariana 65, fra foglie di banano e una architettura anni 60, sono entrati migliaia di pazienti, alcune fra le donne piu' belle del mondo, protagoniste del jet set internazionale, che negli anni '70, quando cominciarono i veri anni d'oro della sua attivita', brillavano sulle pagine dei giornali di tutto il mondo. E nella sua scuola ha formato 600 chirurghi. La sua carriera, si e' chiusa con un bilancio che lui stesso avevo fatto di oltre 25 mila lifting, ricorda il chirurgo plastico italiano Marco Gasparotti che per anni e' andato a Rio a formarsi: ''un bravo chirurgo ha bisogno di pochi ferri, mi diceva e mi ha insegnato che si entra in sala operatoria ogni volta come se fosse la prima''. La sua carriera aveva avuto il via negli Usa, ricostruendo gli arti dei mutilati della seconda guerra mondiale e poi occupandosi di ustioni nel suo paese e operando gratuitamente i poveri nell'ospedale pubblico di Santa Casa da Misericórdia di Rio, dove in sala sono entrati gli abitanti delle favelas. Meno noto quanto avvenne nel dicembre del 1961, quando un terribile incendio del 'Grande Circo Nord-Americano', in Niteroi, causo' 2500 feriti e 500 morti, in maggioranza bambini. Le magiche mani di Pitanguy e di un'équipe di volontari brasiliani e stranieri servirono a curare per mesi le vittime della tragedia. Tanto che in portoghese e' stato coniato un termine pitanguiser (pitanguizzare), usato per parlare di chi ha carisma, intelligenza e compassione. Ma era anche un precursore dei tempi: ''nel 1954 aveva gia' un ufficio stampa'', ricorda Gasparotti, segno di quanto fosse consapevole della forza della comunicazione nel suo campo. Cosi' come un grande amante della bellezza femminile. Soprannominato 'il filosofo della chirurgia plastica', aveva fatto del Brasile una delle mete preferite dai ricchi e famosi di tutto il mondo. I vip che andavano a Rio, fino pochi anni fa rischiavamo di essere considerati possibili suoi pazienti, come avvenne per Madonna, il cui intervento non e' stato pero' mai confermato. Inventore del lifting dei glutei "alla brasiliana" (intervento, per altro, che secondo il giudizio di molti colleghi non ha rappresentato un vero e proprio successo, avendo lasciato delle vistose cicatrici anche sul corpo di alcune importanti pazienti), fece diventare Rio una destinazione ambita per il turismo plastico e il Brasile uno dei Paesi con il più alto numero di interventi. Attorniato dai suoi assistenti ha operato fino a pochi anni fa. Ricevuto tre volte dal Papa, nel 1989 Giovanni Paolo II gli conferi' il premio Cultura per la Pace per aver operato bambini malformati seguiti dalla Croce Rossa.

Un ricordo particolare è quello di Mario Pelle Ceravolo, past president di Aicpe, che è stato il braccio destro di Pitanguy, nella sua clinica in Brasile, tra gli anni '70 e '80: « Ho passato sei anni al suo fianco ed è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Sulla falsariga di Manzoni direi: ”Uno il carisma non se lo può dare!”. Al contrario di don Abbondio, Pitanguy di coraggio e di carisma ne aveva tanto. Negli anni ‘60, quando il Brasile era veramente Terzo mondo, grazie a una creatività geniale ha creato una moltitudine di tecniche di chirurgia estetica e in dieci anni è diventato il più famoso chirurgo plastico al mondo. Personalità eclettica, plurilingue, di grande cultura e di amplissime vedute, aveva capito 50 anni prima di tanti altri quanto la nostra branca sia utile e fondamentale nella vita di moltissime persone. Ho lavorato per sei anni nella sua clinica come suo braccio destro: non è stato facile vivere con una personalità così forte. Come tutti i geni amava avere il consenso. Quando io non ero d’accordo mi guardava in cagnesco e mi rimproverava, ma il giorno dopo mi lasciava eseguire un intervento difficile gratificandomi. Ha creato una scuola di migliaia di chirurghi disseminati in tutte le parti del mondo, ma siamo in pochissimi ad aver lavorato con lui nella sua clinica. Un tempio dove operavamo capi di stato e principesse di tutte le nazionalità. Era talmente convinto dell’importanza della chirurgia estetica che creò un servizio pubblico dove a costi ridicoli chiunque poteva farsi ringiovanire il volto o migliorare la propria estetica. Ciò permetteva a tutti di raggiungere o ritrovare una felicità e ad i suoi allievi di imparare attraverso una grande esposizione ad un vasto numero di operazioni. In nessuna parte del mondo neanche oggi si riesce a fare ciò che lui ha fatto».

 

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