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Sessant'anni dell'Aied, a difesa dell'emancipazione sessuale

Negli anni '50 furono i primi ad aprire consultori da nord a sud

10 ottobre, 18:45
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Sessant'anni di storia, nel segno della laicità, dell'emancipazione, della libertà sessuale e dell'impegno nella diffusione della cultura della procreazione responsabile. A celebrarli oggi in un evento alla Camera dei Deputati l'Aied, Associazione italiana per l'educazione demografica. Era infatti il 10 ottobre 1953 quando un manipolo di persone costituì l'associazione a Milano: Vittoria Berla Olivetti, che nei suoi viaggi venne in contatto con la National League for sex education in Svezia, Rinaldo De Benedetti, ideatore della Garzantina Scientifica, lo psichiatra Dino Origlia, il genetista Adriano Buzzati - Traverso e Guido Tassinari, editore della "Via femminile". "Allora parlare di certe cose era come bestemmiare - ricorda il presidente Aied Mario Puiatti - ma negli anni grazie al lavoro dell'Associazione sono stati raggiunti importanti traguardi". Ad esempio, l'Aied fu anche la prima, negli anni '50, ad aprire centri di consulenza per il controllo delle nascite, i cosiddetti consultori a Roma, Milano, Napoli e Vibo Valentia. Il 10 marzo 1971, inoltre, la Corte Costituzionale riconobbe l'incostituzionalità dell'articolo 553 del Codice penale (relativo all'incitamento a pratiche contro la procreazione) e qualche tempo dopo il ministero della Sanità ammise la registrazione dei medicinali anticoncezionali.

Ora i nuovi impegni dell'associazione, i nuovi fronti su cui lavorare, sono violenza contro le donne, femminicidio, omofobia, razzismo e dolce morte. "Tutti temi sui quali è importante non abbassare la guardia, così come per la tutela delle leggi che già ci sono, come quella sull'aborto e sul divorzio" ha spiegato Giuseppe Laratta, presidente Aied di Roma.

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