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Sanita': nasce rete associazioni per cure diabete nel Lazio
Sei sigle per la tutela di 250.000 pazienti, piccoli e adulti
10 dicembre, 17:16 (ANSA) - ROMA, 10 DIC - Sono gia' sei le associazioni che si
sono messe in rete per dare sostegno in un unico coordinamento
(Cladiab) ai circa 250 mila diabetici del Lazio. Oggi a Roma si
sono presentate e insieme ai rappresentanti dei medici
diabetologi della Regione hanno fotografato le necessita' dei
malati e degli operatori nel campo dell'assistenza e dei
servizi.
''Il CLADiab nasce dall'esigenza di rappresentare la realtà delle persone con diabete ,adulti e bambini - hanno spiegato Ignazio Parisi, Aurora Ketmaier e Lina delle Monache - quale unica forza e unica voce nei confronti delle istituzione politiche e sanitarie. Purtroppo, nonostante il sistema sanitario, che ha potere decisionale, sia consapevole del fenomeno, constatiamo che questo ha messo in atto come unici rimedi i tagli indiscriminati di servizi e personale, con conseguenti gravi disagi a scapito dei malati. Con rammarico continuiamo ad osservare una certa inadeguatezza di strumenti d'informazione e formazione capillari a favore di una prevenzione primaria degna di questo nome, disomogeneità nelle cure e nella dispensa di strumenti per la gestione del diabete, una quasi inesistente pratica della terapia educazionale a favore della maggior parte di persone con diabete''.
Tra le priorita' individuate anche dai diabetologi l'accorciamento dei tempi d'attesa per le prime visite, nell'ottica di una reale azione preventiva; l'assistenza sul territorio dopo i ricoveri in ospedale; la salvaguardia di centri specialistici (come la cura del piede diabetico) che rischiano di scomparire; il rimborso di alcune prestazioni non riconosciute il cui costo grava sui malati. Secondo Raffaella Buzzetti, presidente della societa' dei diabetologi del Lazio, e' necessario concentrare gli sforzi per essere interlocutori attivi con la Regione. (ANSA).
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''Il CLADiab nasce dall'esigenza di rappresentare la realtà delle persone con diabete ,adulti e bambini - hanno spiegato Ignazio Parisi, Aurora Ketmaier e Lina delle Monache - quale unica forza e unica voce nei confronti delle istituzione politiche e sanitarie. Purtroppo, nonostante il sistema sanitario, che ha potere decisionale, sia consapevole del fenomeno, constatiamo che questo ha messo in atto come unici rimedi i tagli indiscriminati di servizi e personale, con conseguenti gravi disagi a scapito dei malati. Con rammarico continuiamo ad osservare una certa inadeguatezza di strumenti d'informazione e formazione capillari a favore di una prevenzione primaria degna di questo nome, disomogeneità nelle cure e nella dispensa di strumenti per la gestione del diabete, una quasi inesistente pratica della terapia educazionale a favore della maggior parte di persone con diabete''.
Tra le priorita' individuate anche dai diabetologi l'accorciamento dei tempi d'attesa per le prime visite, nell'ottica di una reale azione preventiva; l'assistenza sul territorio dopo i ricoveri in ospedale; la salvaguardia di centri specialistici (come la cura del piede diabetico) che rischiano di scomparire; il rimborso di alcune prestazioni non riconosciute il cui costo grava sui malati. Secondo Raffaella Buzzetti, presidente della societa' dei diabetologi del Lazio, e' necessario concentrare gli sforzi per essere interlocutori attivi con la Regione. (ANSA).







