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'Indice qualita' della dieta',piu' utile che conto calorie

Da ricercatori italiani un nuovo calcolo contro l'obesita'

15 dicembre, 18:16

 A parità di calorie assunte si può essere magri, normali o obesi. E' la qualità a fare la differenza tanto che, dopo l'indice di massa corporea (Bmi) nasce l'indice di qualità dieta (Iqd), più utile del conto delle calorie. Lo dimostra una ricerca fatta dalla sezione di fisiopatologia medica ed endocrinologia dell'università Sapienza di Roma, presentata oggi in occasione del settimo congresso regionale della Società italiana dell'obesità, in corso all'università Sapienza, a Roma. I ricercatori hanno analizzato i diari alimentari di 120 persone con abitudini molto diverse fra loro (30 vegani, 30 latto-ovo vegetariani, 30 magri onnivori e 30 obesi onnivori) e che assumevano quantità caloriche sovrapponibili ma pesi molto diversi (vegani:circa 1970 calorie al giorno con indice di massa corporea-Bmi 23,6; latto-ovo-vegetariani: 2.174 calorie per 22,9 Bmi; magri onnivori 2.020 calorie e Bmi 23,69; obesi onnivori: 2.140 calorie e 37,9 Bmi). Anche la quantità di attività fisica svolta dal campione era sovrapponibile. "A parità di calorie assunte ogni giorno vegani, vegetariani che includono latte e uova, magri onnivori e obesi onnivori, avevano pesi decisamente differenti. Questo dimostra che non è solo l'introito calorico a determinare lo sviluppo dell'obesità e del sovrappeso ma come si costruisce il menù" spiega Andrea Lenzi, ordinario di endocrinologia e direttore della sezione di fisiopatologia medica e endocrinologia, al dipartimento di medicina sperimentale della Sapienza. I ricercatori hanno così messo a punto un nuovo indicatore, 'indice di qualità dieta' - Iqd - (glicidi e zuccheri non integrali moltiplicato per i grassi saturi tutto diviso per la quantita' di fibre) che permette di individuare il menù perfetto per non ingrassare e mantenersi in salute, a prescindere dalle calorie. "In pratica i danni indotti dal rapporto fra i cibi dannosi possono essere ammortizzati da piatti a base di fibre come cereali intergali, vegetali e frutta - sottolinea Lenzi - bilanciando così i cibi contenenti grassi saturi o glucidi. I piatti privi di fibre e verdure e ricchi di grassi saturi, in particolare le carni rosse, non solo fanno ingrassare ma facilitano lo sviluppo di malattie correlate all'obesità. Esiste una netta prevalenza di sovrappeso ed obesità tra gli onnivori che prediligono carni grasse e alcuni tipi di formaggi, mentre trascurano le verdure".

L'indice di qualità della dieta è ancora in fase sperimentale ma gli studiosi pensano di ampliare ulteriormente il campione e che il sistema possa diventare un mezzo comune a tutti per seguire un'alimentazione salutare e mostrare una linea perfetta.

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