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2 Croazia

Sardar Azmoun

Azmoun, il 'Messi' iraniano

Redazione ANSA Iran

Superstar in patria, l'iraniano Sardar Azmoun, stella della nazionale guidata da Carlos Queiroz, è cresciuto a vista d'occhio in Russia, prima col Rostov, poi col Rubin Kazan, tanto da attirare su di sè le attenzioni anche di club più prestigiosi. Classe '95, il 'Messi iraniano' come viene battezzato in Patria, dove non dimenticano le 22 reti messe a segno in 28 presenza con la nazionale, è un talento con i piedi ma anche un grande personaggio social, come dimostrano i suoi 1,6 milioni di follower su Instagram. Ha soli 23 anni, ma è già finito sul taccuino di Igli Tare, il ds della Lazio che lo avrebbe portato già a Formello la scorsa estate (ci riproverà la prossima) per sostituire il partente Keita, se non fosse sopravvenuto il contenzioso tra i due club russi sulla paternità del cartellino (tanto da finire sul tavolo del Tas che ha poi dato ragione al Kazan). Attaccante dal gol facile, Azmoun ha tutto per diventare una stella, anche se si schernisce quando lo si paragona al fuoriclasse argentino: "Io non dribblo le difese come Messi. Non capisco il perché di questo paragone".
Iraniano di origini turkmene, Sardar viene da una famiglia di sportivi: suo padre ha giocato con la nazionale iraniana di pallavolo e inizialmente il giovane Azmoun per qualche anno ne ha seguito le orme prima di darsi al calcio nelle giovanili dei cinque volte campioni del Sepahan. Il suo modello è Ali Daei, considerato un mito in patria, mentre tra i giocatori stranieri ha un debole per Zlatan Ibrahimovic. Lasciato l'Iran appena maggiorenne, Azmoun - un fisico aitante (186 cm per 79 kg) e una tecnica invidiabile - dopo la 'gavetta' nel campionato russo, ora con la Coppa del Mondo ha l'occasione per mettersi in vetrina: "Una delle mie ambizioni è di giocare in Premier - ha confessato - Ho sempre immaginato di giocare un giorno con l'Arsenal di Wenger, un tecnico famoso per la fiducia che ha nei giovani". Nessun dubbio invece quando gli si chiede quale sia il suo più grande sogno: "vincere un giorno la Champions".
Intanto ha stregato tutti la sera del 23 novembre 2016 quando con un suo gol contribuì alla storica vittoria del Rostov sulla corazzata Bayern Monaco. Il ct Queiroz, che tra United, Madrid e Portogallo ne ha visti tanti di talenti, non ha dubbi: "Ha tutto per imporsi ai massimi livelli, può diventare una grande stella del calcio asiatico".

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