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Mondiali: addio isolamento, Russia al centro scena

Putin, 'apriamo nostro cuore al mondo'. E sui costi è già record

di Mattia Bernardo Bagnoli MOSCA

Il mondiali di calcio, per la Russia e per Vladimir Putin, non potevano cadere in un momento migliore. E pazienza se la nazionale è in uno stato pietoso, la qualificazione alla seconda fase quasi un miraggio. Dettagli.
    L'obiettivo numero uno, per lo zar, è mostrare urbi et orbi che il Paese è tornato al centro della scena, dopo anni di 'castigo' diplomatico. Se guardiano all'agenda delle ultime settimane di Putin, la missione sembra già essere bell'e compiuta e la coppa del mondo solo la ciliegina sulla torta. Insomma, isolamento 'dasvidanja' Il presidente russo, da un mese a questa parte, ha incontrato una girandola di capi di stato o di governo, a partire da Angela Merkel a Sochi e dal presidente francese Emmanuel Macron, ospite d'onore al forum economico di San Pietroburgo e autore di significative aperture nei confronti della Russia. Ma la lista è lunga. Conta il premier giapponese Shinzo Abe, quello israeliano Benjamin Netanyahu, il leader indiano Narendra Modi, il principe ereditario di Abu Dhabi, il presidente e il cancelliere austriaci nonché il leader cinese Xi Jingping, che gli ha conferito l'ordine dell'amicizia della Cina, primo straniero nella storia a ricevere il più alto riconoscimento della Repubblica popolare. E questo per restare ai meeting faccia a faccia. Certo, le diffidenza con l'Occidente restano e le sanzioni pure, ma a Mosca si respira aria di disgelo, non solo perché ormai è arrivata l'estate.
    Al Cremlino prevedono una lunga lista di VIP in visita nel corso del coppa del mondo e il calcio, come sempre, sarà una scusa per parlar d'altro. "Abbiamo fatto del nostro meglio per garantire che tutti i nostri ospiti - gli atleti, lo staff e, naturalmente, i tifosi - si sentano a casa: abbiamo aperto il nostro Paese e il nostro cuore al mondo. Benvenuti!", ha detto Putin in un video-messaggio trasmesso in attesa del fischio d'inizio di giovedì prossimo. La Russia, d'altra parte, non ha badato a spese, come è sua abitudine quando ad andarne di mezzo è l'onor patrio: oltre 14 miliardi di dollari divisi fra stadi e infrastrutture, consacrando questi Mondiali come i più costosi di sempre. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha capito l'antifona e ha già messo le mani avanti, dichiarando che la World Cup 2018 "cambierà la percezione che il mondo ha della Russia".
    Ma non si tratta solo di soldi. I tifosi potranno entrare senza visto grazie all'accordo sul fan-ID, le 11 città ospiti delle partite sono collegate a Mosca da treni gratuiti (per chi si è mosso in tempo) e molto è stato fatto per superare il gap linguistico (grafia latina su bus e metro principali, staff sottoposto a corsi di inglese). Rifarsi il trucco, appunto. I biglietti venduti sono oltre 2,5 milioni e per le città di provincia, sconosciute perlopiù al grande pubblico, questa è l'occasione per brillare. Che tutto fili liscio, però, non è scontato: all'orizzonte non mancano nubi cariche di pioggia.
    Da un lato, infatti, c'è la questione sicurezza legata agli hooligan - russi, ma non solo. In arrivo ci sono 10mila tifosi inglesi e gli animi potrebbero scaldarsi. Le autorità hanno garantito che è tutto sotto controllo ma le provocazioni, da una parte e dall'altra, sono sempre in agguato e potrebbero sfuggire persino allo stretto controllo dei servizi eredi del KGB. C'è poi l'evergreen del terrorismo, con la Russia impegnata nel teatro siriano e dunque nel mirino di Isis e soci. Infine il conflitto congelato con l'Ucraina nel Donbass, sempre a rischio di fiammate improvvise. Putin ha già avvisato Kiev - parlando a nuora perché suocera intenda - che nessuna "provocazione" verrà tollerata e in quel caso le conseguenze per l'Ucraina potrebbero essere "gravissime". In tutto questo, lo sport. Il 15 luglio a Mosca, sotto gli occhi di Putin, qualcuno alzerà la coppa al cielo e un'altra generazione di ragazzini, nei campetti, tenterà di replicare il gesto tecnico ai confini della realtà, futuro simbolo del torneo. E' 'politicalcio' bellezza, e che vinca il migliore. (ANSA).
   

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