Migrante sposa italiana e rientra in Cie

Non ha permesso soggiorno. Moglie, 'spero strutture chiudano'

(ANSA) - BRINDISI, 15 GEN - Lei è tornata a Sorrento, dove vive.
    Suo marito, l'uomo che ha sposato sabato scorso a San Vito dei Normanni (Brindisi), è ancora "ristretto" nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco (Brindisi). Il loro è stato un matrimonio veloce, alla presenza di una ventina tra amici e parenti, ma gli abiti erano quelli dei loro sogni: lei vestita di bianco e pizzo con un bouquet di rose fra le mani, lui in abito scuro e cravatta. Finita la cerimonia lui è tornato nel Cie mentre la sposa è andata da sola al ricevimento nuziale. La storia dei due sposi è raccontata oggi dal Nuovo Quotidiano di Puglia. 
    Jasvir, 41 anni, indiano, è stato condotto al Cie dopo che il permesso di soggiorno gli era stato negato. Si sono sposati nel Comune più vicino alla struttura in cui l'uomo si trova da tre mesi, in virtù di un provvedimento che ne dispone l'espulsione.
    "In questi mesi Jasvir ha sofferto tantissimo e io con lui - racconta oggi all'ANSA Gelsomina che lo attende a casa - spero che centri simili chiudano presto perché non hanno veramente senso di esistere in questa forma". Per il momento marito e moglie sono ancora separati: "Spero di riaverlo presto al mio fianco, spero - racconta la donna - possa tornare dai tanti suoi amici che farebbero qualsiasi cosa per lui. Tutto quello che desideriamo è la normalità. Tornare a lavorare, poter vivere insieme, senza problemi". L'avvocato di Jasvir Cosimo Castrignano ha già riformulato una richiesta per l'ottenimento di un nuovo permesso di soggiorno per motivi familiari. Non c'è però ancora, nonostante le nozze, una risposta.

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